Come i social media stanno scuotendo la sanità pubblica e l’assistenza sanitaria

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L’healthcare utilizza una comunicazione multicanale per gestire le nuove sfide del digitale

Dalla sanità clinica alle campagne sulla salute pubblica, l’industria medicale si rivolge sempre più ai social media per sostenere, promuovere e aumentare la diffusione di informazioni e dati al fine di migliorare le pratiche di salute sia personali che comunitarie. I social media hanno fornito uno spazio per condividere le informazioni preventive e hanno permesso la creazione di strutture di supporto per monitorare la salute personale e costruire reti di supporto paziente-paziente dopo la diagnosi.

Risponde sia alle esigenze del settore sanitario sia alla creazione di numerose sfide che i professionisti della salute sono tenuti a considerare – dalle questioni sulla privacy legate alle pratiche di condivisione dei social media, al potenziale di disinformazione legata alla salute pubblica che si diffonde rapidamente se le strutture medicali non sono pronte a dissipare le voci. 

Il concetto di “salute” si riferisce al benessere personale e comunitario, sia fisico che mentale, ma comprende anche le industrie e le professioni che affrontano la salute – dalla cura degli anziani al controllo dei feedback ad esempio durante un’epidemia di malattie infettive.

Il modo in cui molti ora comunicano più rapidamente, accedendo a dati supplementari di ricerca è stato favorito dall’accesso alle informazioni tramite i social media, insieme al l’ubiquità dei dispositivi cellulari. Ciò ha portato con sé però due aspetti tra loro contrastanti: i social media sono stati responsabili di cambiamenti rilevanti nella salute personale, soprattutto rendendo più facile per un gran numero di persone condividere rapidamente le informazioni, ma al tempo stesso è conisistente il potenziale di disinformazione che circola rapidamente senza il coinvolgimento di operatori sanitari, istituzioni e organizzazioni.

Effetti chiave dei social media nella comunicazione sanitaria: progetti ben riusciti e la disinformazione sul web

È importante notare che alcune delle modifiche originali all’uso digitale nel campo della sanità pubblica sono avvenute a causa della rapida integrazione di dispositivi cellulari abilitati all’invio di messaggi:

Si stima che vi siano circa 3,6 miliardi di persone che hanno un accesso univoco a un dispositivo mobile. Tuttavia, solo circa il 40% di quei 3,6 miliardi ha avuto accesso a Internet (tramite qualsiasi dispositivo). Quindi è importante notare che gli SMS, specialmente nei paesi in via di sviluppo, sono ancora il mezzo principale di comunicazione tra dispositivi cellulari.

Le campagne sulla salute pubblica hanno integrato con successo gli SMS come parte del loro approccio alla comunicazione. Vediamo insieme alcuni casi di successo:

    • Crisis Text Line, progettato americano in cui ogni persona in difficoltà emotiva è assistita da un volontario addestrato a portare gli sms da una situazione di emergenza a una sotto controllo attraverso l’ascolto attivo e la risoluzione dei problemi in modo collaborativo.
    • La partnership di Orange con il Ministero della Salute del Camerun per lanciare un sistema di messaggi di testo preventivo chiamato My Healthline: il sistema permette di ricevere una diagnosi medica rapida e precisa da un medico in caso di emergenza.
    • Ushahidi Inc. è una azienda no-profit che sviluppa software open source gratuito per la raccolta, la visualizzazione e la geolocalizzazione interattiva di informazioni. Ushahidi (in Swahili sta per “testimonianza” o “testimone”) creò un sito web nel periodo immediatamente successivo alle contrastate elezioni presidenziali in Kenia del 2007, che raccolse le testimonianze oculari sulle violenze, poi inviate per e-mail e messaggi di testo e geolocalizzate su una mappa di Google maps. L’organizzazione usa il paradigma di crowdsourcing rivolto all’attivismo sociale e alla responsabilità pubblica, servendo come modello iniziale per quello che è stato coniato come activist mapping, ovvero la combinazione di attivismo sociale, citizen journalism e informazione geospaziale. Ushahidi offre degli strumenti che permettono agli osservatori locali di inviare informazioni usando i loro telefoni cellulari o internet creando un archivio temporale e geospaziale degli eventi.

Le agenzie sanitarie pubbliche e altre organizzazioni possono utilizzare i social media per diffondere informazioni sanitarie sensibili, promuovere la condivisione delle informazioni per incoraggiare i cambiamenti comportamentali (compresi i cambiamenti correttivi durante potenziali crisi sanitarie), essere una piattaforma per la conversazione tra strutture medicali e costituenti (piuttosto che come fornitore di informazioni) e consentire al pubblico di fornire informazioni utili e feedback.

Tuttavia i social media sono una lama a doppio taglio e gestire la disinformazione durante le crisi sanitarie è una costante importante che le organizzazioni sono costrette ad affrontare; un esempio recente è la crisi di Ebola del 2014 in Africa Occidentale in cui circolarono informazioni non corrette sulle stime di persone coinvolte. Pertanto è fondamentale che le agenzie e le organizzazioni sanitarie pubbliche siano equipaggiate prima di ogni crisi con materiale didattico, messaggi e uno staff appropriato o un piano di gestione dei social media per evitare la diffusione di false notizie sul web.

mHealth, i social al servizio della sanità

Un’altra considerazione è l’accelerazione dei device medicali disponibili come dispositivi indossabili, app e piattaforme di social media per monitorare la salute personale e consentire agli operatori sanitari di controllare i pazienti da remoto. Questa capacità di tracciare la salute personale potrebbe portare ad una re-immaginazione di come viviamo quotidianamente la nostra salute personale (“bisogna fare quei 10.000 passi!”), creando anche programmi di monitoraggio predittivi e preventivi per le cure ambulatoriali. Al contrario, la condivisione aperta dei dati sulla salute ha suscitato domande a livello di settore sulla privacy e chiede una considerazione più approfondita riguardo la protezioni delle informazioni sensibili dell’utente nel caso una piattaforma venisse compromessa o un dispositivo indossabile perso.

Ad esempio vediamo insieme Butterfly iQ, un ecografo portatile a basso costo collegabile all’iPhone o all’iPad. È in grado di eseguire delle scansioni ecografiche (le cosiddette ecografie ad ultrasuoni) di precisione visibili tramite l’app direttamente sullo schermo del dispositivo mobile e registrabili su cloud per essere successivamente analizzate e/o trasmesse.

I social media vengono utilizzati anche da medici e altri professionisti della salute per raggiungere obiettivi importanti nella pratica clinica, nell’istruzione e nella ricerca. Esempi di applicazioni vantaggiose includono la possibilità di:

  • Migliorare l’efficienza della pratica fornendo video educativi su argomenti generali come la sicurezza dei vaccini in anticipo rispetto agli appuntamenti programmati, consentendo discussioni faccia a faccia più profonde e più significative per affrontare particolari domande dei pazienti.
  • Rendere ampiamente disponibili le competenze specialistiche sulle malattie rare e le condizioni disponibili tramite video, offrendo ai pazienti un nuovo accesso alle informazioni e posizionando favorevolmente anche l’esperto.
  • Facilitare i gruppi di supporto paziente-paziente che sarebbero poco pratici senza piattaforme di social networking che superino le barriere di tempo e spazio.
  • Coinvolgere i professionisti del settore medico nelle discussioni online, fornendo prospettive basate sull’evidenza sulle attuali sfide di salute pubblica.
  • Reclutare soggetti per sperimentazioni cliniche e migliorare il processo di consenso informato.
  • Fornire formazione continua in modo asincrono e su scala globale attraverso le comunità di apprendimento online.
  • Gestione proattiva della reputazione online di una struttura o di un professionista grazie alla possibilità di rispondere in tempo reale ai feedback dei pazienti.

Conclusione

Gli operatori sanitari, i ricercatori e le agenzie dovrebbero anche considerare i potenziali benefici dell’utilizzo dei social media per ottenere dati rapidi e tempestivi sulle tendenze e i modelli di salute. La sorveglianza sindromica, che si basa sulla sorveglianza di flussi di dati che vanno dall’assunzione dei pazienti agli acquisti di farmaci da banco per determinare e prevedere le tendenze della salute, può potenzialmente utilizzare queste informazioni condivise attraverso i canali dei social media. Continueranno ad esserci progressi nella salute mobile (mHealth) che sveleranno nuove domande sulla condivisione dei dati e sulla privacy e, mentre incoraggiamo l’uso dei social media per sollecitare le conversazioni – non solo la condivisione unidirezionale dei problemi di salute pubblica – dobbiamo anche assicurare che le strategie per affrontare la disinformazione siano più forti che mai.