Educare i nuovi medici in 10 punti essenziali

Il digitale ha ormai influenzato anche l’ambito del Marketing Sanitario diventando Digital Health e introducendo tecnologie per diverse funzionalità riguardo diagnosi e terapie per i pazienti.

In primis il cambiamento ha coinvolto il rapporto tra medico e paziente, costituendo una relazione più diretta con i due soggetti posti allo stesso piano e uno scambio di informazioni bilaterale.

In questo scenario i medici devono essere al corrente delle innovazioni tecniche e le loro ripercussioni nel sociale; ecco che occorre una preparazione profonda che faccia conoscere alla nuova generazione di camici bianchi questi cambiamenti, nei quali le informazioni sono reperibili in maniera più semplici e veloci e, soprattutto, alla portata di tutti.

Mentre i pazienti sono connessi e cercano dati ed esperienze di altri utenti per capire di più riguardo la loro situazione medica, le cure e le terapie da affrontare ma anche i centri medici a cui rivolgersi, i dottori hanno la possibilità di monitorare la situazione dei pazienti grazie alle misurazioni che i device raccolgono ininterrottamente e senza vincoli: non vi sono più limitazioni di tipo spazio-temporale, ogni utente infatti può inviare indicazioni sulle proprie condizioni di salute in qualsiasi momento al medico di riferimento che assume un ruolo di filtro delle informazioni oltre che di mero operatore sanitario.



Come dovrebbe quindi avvenire la formazione della nuova generazione di medici, a partire fin dai primi anni dei loro studi per arrivare ad un’educazione più specialistica?

Ecco dieci punti che elencano i principi per formare i nuovi professionisti sanitari:

1. L’importanza dell’educazione digitale

Il primo passo per formare i nuovi medici è quello di educarli all’uso degli strumenti digitali: è bene che essi sappiano come utilizzare i mezzi per poter facilitare lo scambio di informazioni.
Occorre inoltre sapere riconoscere le fonti affidabili, valutare se un sito web propone informazioni e dati accurati e quindi se sia meglio utilizzarlo o meno.

È bene tenere presente che una volta compreso il funzionamento delle diverse tecnologie digitale il lavoro non è finito: tutte le applicazioni sono soggette ad aggiornamenti continui, quindi ogni specialista deve rimanere al passo con le innovazioni che caratterizzano gli strumenti.

2. Comprendere il sistema patient-centered

Il digitale ha portato al consolidamento di un sistema che può essere definito patient-centered: il paziente si trova al centro di ogni ambito dell’assistenza sanitaria. Tutte le attenzioni sono rivolte a lui, le informazioni passano attraverso la sua conoscenza (di formazione più semplice e veloce dato che è meno complesso sviluppare delle ricerche online) e le decisioni sono prese in comune accordo.

Non è escludibile che in futuro i pazienti saranno inclusi in processi decisionali più ampi, dato che avranno competenze sempre più profonde relativamente ai propri problemi di salute.

3. Consentire agli studenti di entrare in contatto con i pazienti

Ai futuri medici specializzandi che stanno affrontando il percorso di studi dovrebbe essere consentito di lavorare già agli inizi della carriera con i pazienti al fine di instaurare un rapporto di networking professionale. Attraverso questo metodo saranno già orientati al lavoro che andranno ad affrontare una volta conclusa la loro preparazione, riuscendo a gestire al meglio le dinamiche.

In Olanda, presso la Radboud University Nijmegen Medical Center, sono già previste attività di questo tipo per riuscire a far entrare gli studenti di medicina in empatia con i pazienti, imparando ad ascoltarli, capire i loro bisogni e risolvere i loro dubbi (nei limiti delle conoscenze che hanno acquisito fino a quel momento).

4. Insegnare ad agire e a prendere l’iniziativa

Si tratta di un approccio tipico del settore dell’art design: consiste nell’assecondare i bisogni degli utenti mettendo in pratica tutte le conoscenze acquisite e utilizzando tutti gli strumenti che si possiedono.

Il medico in questo processo deve cogliere tutte le possibili vie da percorrere per svolgere il compito in maniera rapida ed efficiente ma anche in maniera autonoma. L’intensificazione di laboratori con simulazioni in aula può portare gli specializzandi a capire come arrivare ad una soluzione concreta a partire da una problematica più o meno grave.

5. Avviare all’uso di strumenti all’avanguardia

Potrebbe essere necessario consigliare agli utenti strumenti all’avanguardia per la propria formazione come test, quiz, lo studio delle nuove applicazioni e video tutorial.

Un esempio di queste tecnologie può essere dato da Anatomage Table, tramite cui l’apprendimento dell’anatomia diventa più semplice sia per chi ha il compito di insegnare, sia per chi invece è interessato a imparare. Alcune università come Case Western usano questi strumenti dando particolare valore alle innovazioni del digitale che troveranno successo negli anni a venire, come per esempio la realtà virtuale.

6. Introdurre le nuove tecnologie nelle lezioni

L’ambito medico-sanitario e quello farmaceutico presentano nuove tecnologie che cambieranno sempre di più la conformazione del settore e proprio per questo potrebbe essere buona norma introdurre ai medici questi strumenti ancora durante i loro primi anni di studio.

Si tratta di mezzi come la stampa 3D, la robotica, la realtà virtuale e la realtà aumentata che rappresentano vere e proprie innovazioni della medicina che diventeranno sempre più forti e complesse nel futuro.

7. Far conoscere le tecnologie in uso dai pazienti

Per poter consigliare applicazioni e tecnologie, i medici dovrebbero essere coscienti delle funzionalità che gli strumenti hanno e del modo in cui queste potrebbero essere utili per gli utenti-pazienti che le utilizzano. Il modo migliore è quello di provarle in prima persona, mettendosi nei panni dei pazienti e misurando in questo modo la semplicità di utilizzo e la chiarezza delle informazioni.

8. Riflettere il rapporto medico-paziente in quello docente-studente

Dato che la relazione tra medico e paziente cambia, passando da una gerarchia a un rapporto dove i soggetti sono posti sulla stesso piano, caratterizzato da una comunicazione bidimensionale, è bene che gli studenti di medicina apprendono fin da subito questa trasformazione.

La tattica per farlo potrebbe essere quella di riflettere il rapporto medico-paziente in quello docente-studente, liberando anche quest’ultimo dalla struttura gerarchica che tradizionalmente lo caratterizza.

9. Rendere più stimolante l’apprendimento

Alla lunga, seppur utile, l’apprendimento mediante i metodi tradizionali con lezioni frontali e studio di manuali può risultare ripetitivo e noioso. Sebbene sia una metodologia insostituibile, l’introduzione di nuovi procedimenti più dinamici potrebbe risultare più interessante ed efficiente, pur mantenendo la loro funzione educativa. Ecco quindi che ritorna l’apprendimento in aula grazie a test, quiz, lo studio delle nuove applicazioni e video tutorial.

10. Educare al lavoro di squadra

Come ogni ambito, anche quello medico si basa sulla cooperazione e collaborazione tra i suoi soggetti. I professionisti sanitari rappresentano una fitta rete di scambio di informazioni e conoscenza utili all’individuazione della miglior strategia da mettere in pratica.

Per avviare all’idea del lavoro di squadra potrebbe essere utile l’utilizzo di giochi da tavolo per stimolare gli studenti alla collaborazione volta a trovare delle soluzioni a un problema, per portare a termine un compito. Esistono addirittura giochi da tavolo specializzati, quindi propri dell’ambito della medicina, che oltre ad istruire sul lavoro in team potrebbero orientare all’acquisizione di pratiche che andranno affrontate poi realmente.

Questi dieci punti sopra riportati sono già stati messi in pratica e sperimentati dal Dr. Meskó presso la Semmelweis Medical School nel 2017: la loro applicazione si è rivelata assolutamente positiva, segno che questo processo sia quello adatto alla miglior preparazione dei futuri medici. Il Dr. Meskó è stato descritto da Forbes Magazine come “Il Geek che sta cambiando il mondo” e il suo lavoro è stato riconosciuto da CNN.com e dal New York Times.


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