Medici e staff del Servizio Sanitario Inglese sotto accusa per violazione della fiducia medico-paziente

Una comunicazione efficiente e innovativa nel Marketing Sanitario è una risorsa preziosa e gli operatori stanno diventando sempre più dipendenti nell’utilizzo di social media e app di messaggistica per comunicare e condividere le informazioni con i pazienti. Tuttavia, i messaggi composti e inviati in pochi secondi possono avere ripercussioni professionali, legali e normative serie e durature.

Negli ultimi 5 anni, oltre 1.200 dipendenti del Servizio Sanitario Inglese, l’NHS, hanno ricevuto azioni disciplinari a causa dell’uso improprio dei social media (o app di messaggistica). Le istanze sono state viste dal personale di supporto ai medici generici. Prevalentemente i casi riguardavano la divulgazione di informazioni riservate sui pazienti, reclami sui colleghi o contatti inappropriati con i pazienti, con conseguenze che vanno dalle sospensioni ai licenziamenti. 

Di solito entriamo in contatto con il personale medico nel periodo più vulnerabile della nostra vita e spesso si instaura un rapporto implicito di fiducia con gli operatori sanitari e lo staff medico.

La divulgazione di informazioni riservate sui pazienti attraverso qualsiasi mezzo costituisce una chiara violazione della fiducia all’interno della relazione medico-paziente.

Mentre i social media si evolvono e si integrano ulteriormente nella vita quotidiana, tutti gli utenti di social e app di messaggistica dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze professionali e personali di questo metodo di comunicazione. Chiunque gestisca informazioni personali dovrebbe essere consapevole dei rischi di inviare informazioni su piattaforme pubbliche e accessibili in cui le informazioni (non professionali) divulgate potrebbero essere facilmente intercettate e le prove raramente possono essere cancellate in modo permanente.

I pericoli dell’utilizzo improprio delle piattaforme social



I pericoli dell’uso (o uso improprio) dei social media per gli operatori sanitari possono essere seri. Per esempio:

  1. I confini professionali e personali possono diventare distorti;
  2. Gli utenti che operano con uno pseudonimo non hanno garantito l’anonimato e i commenti possono essere spesso rintracciati per identificare l’utente;
  3. Le informazioni inviate sono di vasta portata e istantanee;
  4. Permanenza: anche dopo che un commento o un messaggio è stato cancellato, se salvato, fatto circolare da un altro utente, o se uno Screenshot è stato preso, la prova del commento esiste ancora. Le implicazioni di quest’ultimo punto sono state dimostrate dal fatto che le indagini del NHS hanno avuto luogo diversi anni dopo che il commento originale era stato inviato.

L’NHS (ma anche le altre strutture sanitarie che lavorano con  le informazioni personali dei pazienti) dovrebbero garantire che il personale riceva una formazione adeguata per aumentare la consapevolezza delle insidie ​​dei social media.

Tutto il personale all’interno dell’organizzazione potrebbe apprendere informazioni personali su pazienti/colleghi e dovrebbe ricevere una formazione sull’importanza di sostenere il dovere di riservatezza, con un focus specifico sui social media. L’entrata in vigore a maggio 2018 del Regolamento Ue 2016/679, conosciuto come GDPR (General Data Protection Regulation), ha normato il trattamento e la libera circolazione delle informazioni personali che non devono mai essere rilasciate senza il consenso esplicito del paziente e le conseguenze che tale violazione comporta dal punto di vista personale e professionale.

Alcuni consigli di pronto utilizzo per gestire i social media al meglio

Ogni professionista del Marketing Sanitario deve tenere in mente alcuni semplici punti quando si trova ad operare a stretto contatto con le persone e maneggia quotidianamente dati sensibili:

  1. Pensare prima di premere invio: Messaggi e tweet richiedono spesso pochi secondi per redigere e inviare. Fare una pausa per leggere il contenuto prima di inviare può evidenziare qualche informazione inappropriata.
  1. Considerare i propri obblighi professionali: Le strutture sanitarie e i dipendenti che vi lavorano non devono in alcun caso divulgare sulle piattaforme di social network informazioni relative ai pazienti, inoltre le opinioni sui colleghi sarebbe meglio condividerle all’interno dell’ambiente lavorativo direttamente ai diretti interessati.
  1. Pensare al contesto: Durante la scrittura considera come il commento può essere preso fuori dal contesto e interpretato in modo diverso dai follower.
  1. E infine, se non hai niente di carino da dire … non dire niente.

 




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