Quanto contano i social media nel marketing sanitario?

Oggigiorno, circa 3,3 miliardi di persone, ovvero la metà della popolazione mondiale, sono attive sui social media. Ciò significa senza dubbio che qualsiasi professionista di marketing sanitario non può prescindere dal considerare i social un’arma vincente. Le strategie e le tecniche di health marketing si basano in parte su anni di ricerche incentrate su dati concreti e finalizzate a soddisfare le esigenze di salute di molte persone. Ultimamente il ruolo dei social media nel marketing medico è diventato essenziale, al punto da essere utilizzato da qualsiasi brand di successo in tutto il mondo.

L’industria sanitaria non può più prescindere dal mondo dei social media per coinvolgere nuovi pazienti e fidelizzare i vecchi. Il Social Media Marketing coinvolge i propri utenti tramite siti come Facebook, Twitter, Google+, Instagram e Twitter, mostrando a tutti che il vostro marchio è una presenza attiva online sul quale poter contare e in cui riporre fiducia.

Uno studio dimostra che il 57% delle persone in cerca di un trattamento medico decide dove recarsi in base alla presenza sui social media di un medico, mente il 60% dei medici ritiene che i social migliorino la qualità delle cure fornite ai propri pazienti. Vi starete chiedendo come tutto ciò sia possibile. Che tu sia un fisioterapista, un ginecologo o un dentista, ecco 6 modi per sfruttare al meglio i social media nel marketing sanitario:

1. Comunica rapidamente in tutto il mondo tramite i social media

Secondo un sondaggio dell’American Society of Transplant Surgeons, le piattaforme social sono sempre più utilizzate per la comunicazione in chirurgia al punto da diventare efficaci strumenti nei trapianti di organi. Durante il sondaggio è stata effettuata un’intervista a 299 membri dell’American Society of Transplant Surgeons sul loro uso, atteggiamento e percezione dei social media.



Gli intervistati hanno dichiarato di aver utilizzato i social media in ambito sanitario per comunicare con:

  • familiari e amici (76%);
  • chirurghi (59%);
  • professionisti dei trapianti (57%);
  • destinatari di trapianti (21%);
  • donatori viventi (16%);
  • candidati in lista d’attesa (15%).

Non solo, l’83% dei soggetti intervistati ha dichiarato di utilizzare i social media per almeno uno scopo medico, mentre il 61% ha condiviso informazioni con i destinatari del trapianto grazie ai social media.

2. Usa Twitter per trasmettere conoscenze mediche anche in tempo reale

Diversamente dai blog tradizionali, i microblog permettono la condivisione estremamente rapida delle informazioni. I siti di microblogging, il più famoso dei quali è Twitter, hanno riunito chirurghi affermati e tirocinanti, che tramite i brevi e incisivi tweet, danno il via a molte discussioni. Diversi medici e chirurghi si sono affidati a Twitter per diffondere le loro scoperte mediche, includendo video, articoli di riviste, ricerche e molto altro. Molti interagiscono con altri colleghi colleghi su Twitter, molti altri invece con pazienti e studenti.

La caratteristica di Twitter più amata dai medici è il retweeting: questa condivisione di materiale crea un fiume di interconnessioni che sono la miglior strategia di marketing medico per raggiungere più persone. Di recente, anche le conferenze chirurgiche si sono rivolte a Twitter per ampliare il proprio pubblico, sfruttando gli hashtag (#) per riunire un gruppo di ricerca virtuale. Ad esempio, l’Annals of Surgery ha recentemente pubblicato su Twitter alcuni abstract visivi per riassumere importanti risultati ottenuti nel corso dell’ultima riunione. L’accesso a questi abstract è reso possibile a chiunque dalla ricerca dell’handle o dell’hashtag relativo alla ricerca come #visualabstract o @JSurgEduc (Journal of Surgical Education).

3. Fai crescere un progetto con i social media

Il movimento #colorectalsurgery, nato un anno fa da un gruppo di chirurghi del colon-retto, sta acquisendo sempre più fama proprio grazie ai social media e alla presenza nel web. Nelle prime 10 settimane dal suo lancio l’hashtag ha prodotto oltre 5.200 tweet da 823 utenti mondiali, con quasi 17 milioni di visualizzazioni.



Non solo, tramite questo hashtag, diversi utenti di Twitter hanno potuto aggiungere e fruire di informazioni intrecciate relative al campo della chirurgia del colon-retto senza dover cercare in molti siti diversi. Una recente lettura di questo fenomeno, condotta da Wexner, ne ha sottolineato il potenziale nell’educazione chirurgica, auspicando uno sviluppo sempre maggiore di discussioni online e journal club.

 

4. Utilizza il Web 2.0 per condividere video e podcast medici online

Nel 2011 gli ospedali statunitensi avevano già ben 1.068 pagine Facebook, 8.154 account Twitter, 566 account LinkedIn, 575 canali YouTube e 149 blog. Negli anni questi numeri sono cresciuti esponenzialmente e, in particolare, i canali video sono diventati strumenti di insegnamento molto importanti per i chirurghi. Siti come YouTube, che conta oltre 1 miliardo di utenti, permettono agli utenti di cercare e visionare video medici che mostrano esperienze sul campo. Considerando che oltre la metà delle visualizzazioni di YouTube proviene da dispositivi mobili, questi video sono molto spesso condivisi poi su altri social, come Facebook, Twitter o Google + (quest’ultimo ormai chiuso).

Nel campo della chirurgia, il canale Advances In Surgery (aischannel.com) e altri siti web educativi chirurgici come giblib.com, weBSurg (www.websurg.com), hanno acquisito un notevole prestigio all’interno della comunità medica. Queste nuove forme di collaborazione interattiva permettono uno scambio di competenze in aule virtuali in cui si eseguono corsi di specializzazione, interventi chirurgici dal vivo, congressi e procedure video eseguite da esperti.

Allo stesso modo i podcast, una forma di radio del web, hanno rapidamente guadagnato terreno nell’ambito del marketing sanitario. Sul web e sui social media si possono trovare diversi file di lezioni e risorse eccellenti per i tirocinanti e i chirurghi esperti. Sulla scia di questo successo, anche alcune riviste – come il Diseases of the Colon & Rectum e il New England Journal of Medicinehanno avviato dei podcast per aumentare la distribuzione e l’esposizione ai contenuti relativi al giornale, ma soprattutto per migliorare la propria presenza sui social media.

 

5. Guarda e esegui procedure live come strategia di marketing medico

Sebbene i webcast live sui social media riguardanti la chirurgia non siano nuovi, il Memorial Hermann Hospital di Houston ha scatentato il popolo di Twitter questo 20 febbraio, mostrando al popolo del web l’intervento cesareo per la nascita di un bambino e andando a raggiungere 87.500 persone.

Gli interventi di streaming live su Twitter sono ormai molto comuni da quando nel 2009 l’ospedale Henry Ford di Detroit eseguì il primo esperimento in real time su Twitter: una rimozione di tumore con strumenti robotici, che fece letteralmente impazzire il web. Molti medici hanno intuito il potenziale educativo e promozionale di queste procedure online sia per gli esperti del settore, che per i pazienti. Il nostro pubblico, infatti, si sentirà sempre più parte di un progetto nel quale può “vederci chiaro”, tanto da poter quasi essere in studio col medico o in sala operatoria col chirurgo.

 

6. Fornire informazioni precise e dettagliate con app e forum

I gruppi privati ​​o pubblici sui siti di social network sono spesso utilizzati come forum in cui divampano discussioni per tutti i gradi di conoscenza medica. Questi gruppi e forum possono diventare un valido strumento d’aiuto per chi è in cerca di un parere medico e un utile biglietto da visita per fidelizzare nuovi pazienti. Spesso le persone tendono a chiedere a Google il responso per alcuni dei loro mali, prima ancora che al proprio medico. Ecco perché è fondamentale essere presenti sui forum online e sui social media per dibattere le questioni in cui si è specializzati.

Oltre all’utilizzo dei social, anche l’uso di applicazioni mobili sta aumentando esponenzialmente, al punto che, secondo Statista.com, a giugno 2016 Google Play Store contava già ben 2,2 milioni di app, mentre l’App Store di Apple ne contava ben 2 miliardi. Fra queste non sono poche le app volte a insegnare ai tirocinanti chirurgici alcune importanti procedure. Un esempio è l’app Touchsurgery, pensata come un preciso strumento di simulazione virtuale, il cui motto è “Praticare la chirurgia sempre e ovunque”. Questa app è disponibile in 226 paesi con oltre 1 milione di utenti, ben 50 procedure chirurgiche e la possibilità di connettersi a forum in cui partecipano i medici di tutto il mondo.


Libri consigliati - Marketing Sanitario

Vedi tutti i nostri Libri - Itaca Lab