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Turismo Sanitario Italia Itaca Lab

Mobilità sanitaria interregionale

Il crescente fenomeno dei viaggi della salute

I viaggi della salute sono un fenomeno in costante crescita. Nella stragrande maggioranza da Sud a Nord Italia. Ma anche dall’Italia verso l’estero. Alla ricerca di cure migliori rispetto all’area nella quale si abita e con un giro d’affari pubblico nel 2017 calcolato dalla Fondazione Gimbe in circa 4.6 miliardi di euro, cifra che include anche i conguagli relativi al 2014, pari a 218,9 milioni, e al 2016, 296,3 milioni. Gli importi non sono stati ancora definitivamente approvati dalla conferenza delle Regioni e delle province autonome. E se nel 2015, dice il Censis, i ricoveri fuori regione di residenza sono stati 750 mila, nell’anno successivo sono saliti a 930 mila a cui vanno aggiunti 825 mila accompagnatori, un aumento del +21,4% rispetto all’anno precedente. Come riporta l’Istituto Demoskopika, la maggior parte dei pazienti “fuori sede” arrivano dalla Puglia, ma al secondo posto, un po’ a sorpresa, c’è il Piemonte, poi l’Emilia-Romagna.

La Regione più attrattiva in mobilità sanitaria è la Lombardia che incassa oltre 800 milioni di euro, seguono l’Emilia-Romagna con 358 e il Veneto con 161. Bene anche Liguria e Toscana, soprattutto grazie alle ottime performance del Gaslini di Genova e dell’Ospedale Meyer di Firenze. In Lombardia spiccano invece l’Istituto nazionale dei tumori e il San Raffaele, a Milano, ma anche le strutture bergamasche giocano un ruolo non indifferente.

In generale, i malati lombardi hanno l’indice più basso di migrazione (passiva) in altre regioni: la Lombardia registra infatti il rapporto minore dei ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei ricoveri. In saldo negativo, dice ancora il report della Gimbe, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Lazio, quest’ultima regione con qualche eccezione.

Stando ai dati forniti dall’Ats di Bergamo aggiornati al 2017, e pubblicati su “L’Eco di Bergamo”, i ricoveri di pazienti non lombardi nelle strutture pubbliche o private accreditate ammontano a 15.180 per un totale di crediti pari a 69 milioni e 800 mila euro. Il report Gimbe propone un nuovo indicatore per descrivere il nuovo fenomeno di marketing sanitario, il “saldo pro-capite di mobilità sanitaria”, che permette di analizzare e interpretare i saldi in relazione alla popolazione residente determinando una ricomposizione della classifica.

Circa 90 mila famiglie l’anno devono spostarsi

Il Censis ha calcolato che circa 90 mila nuclei familiari all’anno fanno i conti con la necessità di spostarsi per curare un familiare, spesso un minore. La spesa media per il vitto e l’alloggio segnalata varia dai 100 ai 500 euro per i ricoveri più brevi, ma circa il 20% dei migranti deve affrontare ricoveri che vanno anche oltre i 15 giorni. La maggioranza dei malati, l’85%, ha almeno un accompagnatore.

Sempre il Censis ha stimato che siano almeno 180 mila le persone che ogni anno devono passare lunghi periodi fuori casa per assistere un parente senza aver alcun sostegno per costi di vitto e alloggio. Se si ipotizzano circa 1.000 euro si arriva a 180 milioni. Un caso a parte poi va fatto per i pazienti oncologici la cui media di migrazione è doppia rispetto alle altre patologia. Alle spese mediche che annualmente costano alle famiglie circa 7/8 mila euro in media si aggiungono non meno di 1.700 euro all’anno per vitto, alloggio e spostamenti.

Turismo sanitario verso e oltre confine

Il turismo sanitario nel mondo genera attualmente un giro d’affari di 70 miliardi di dollari. Secondo le stime dell’Osservatorio Ocps-SDA Bocconi, il marketing sanitario genera nel nostro Paese un valore pari a 2 miliardi di euro anche se il saldo è ancora negativo: sono 5 mila gli stranieri arrivati in Italia, principalmente da Paesi Arabi, Russia, Svizzera, Balcani, spinti dalla ricerca di trattamenti ad alto tasso di specializzazione in neurologia, cardiochirurgia, oncologia, ma sono oltre 200 mila italiani (per qualche altra associazione supererebbero i 300 mila) che vanno oltre confine cercando, prevalentemente prestazioni meno care in chirurgia dentale, estetica e ricostruttiva, trapianto dei capelli.

I 5 mila pazienti arrivati nel nostro Paese hanno speso mediamente pro capite da 20 a 70 mila euro per le terapie. I principali ospedali italiani per numero di pazienti trattati provenienti dall’estero sono l’Istituto Europeo di Oncologia, il Gruppo San Donato, l’Humanitas di Rozzano e il Gruppo Centro di Medicina.

Gli italiani coinvolti invece sono cresciuti del +150%. Si muovono prevalentemente in Europa, ma non solo: oltre 40 mila persone l’anno lasciano l’Italia per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica in Brasile, Messico e Thailandia. L’italiano che sceglie l’estero per curarsi è nella maggioranza uomo, tra i 18 e i 39 anni, attratto da promozioni (oltre all’intervento nei pacchetti c’è dentro il trasporto, l’alloggio e visite guidate) e dalle possibilità economiche di media/buona entità. Per fare qualche esempio, una blefaroplastica (ringiovanimento delle palpebre) in Croazia costa circa 1.200 euro, 2.600 euro è il valore medio di un lipofiller (prelievo del grasso) al seno in Turchia, 1.300 euro per quattro impianti e 12 denti in Polonia. Il low cost sanitario attira. Sulla qualità restano i dubbi.

Marketing sanitario: 6 consigli da seguire

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Come si costruisce una strategia di web marketing sanitario?

Una strategia di marketing sanitario è essenziale per tutte le strutture sanitarie e i professionisti che vogliono restare al passo con la trasformazione digitale che ha investito l’ambito medico. In un mondo in cui sempre più spesso le persone utilizzano internet per fare delle scelte riguardo la propria salute, la presenza nel web acquista sempre più importanza.

In questo articolo proponiamo alcuni consigli per impostare una strategia di web marketing sanitario mirata a migliorare la propria strategia digitale.

1. Creare un sito web efficace

Gli utenti visitano i siti web con l’obiettivo di trovare le informazioni che cercano nel minor tempo possibile. Il sito web costituisce spesso la base di appoggio per ogni strategia di web marketing: deve essere chiaro, semplice e intuitivo, deve suscitare interesse e ispirare fiducia nell’utente e guidarlo nella scelta che deve fare.

Nel caso di un sito web per l’ambito sanitario, infatti, l’esperienza dell’utente è molto più importante, ad esempio, dell’impostazione grafica. Importante è anche la SEO, ovvero il posizionamento del sito nei motori di ricerca, indispensabile per far comparire il sito web trai i primi risultati delle ricerche in Google.

2. Utilizzare un blog

Il blog può essere utilizzato in tanti modi diversi: ad esempio, può essere usato per riportare testimonianze relative a problemi di salute o percorsi di terapia che altre persone in passato hanno già vissuto. In questo modo chi si trova – o si troverà in futuro – nella stessa situazione, avrà più conoscenza e consapevolezza del problema, trovando anche una sorta di supporto tra le righe.

Un ottimo esempio di blog è quello della Harvard Medical School, ricchissimo di contenuti sulle più svariate problematiche di salute, divise in categoria per tipologia di malattia.

3. Email marketing

L’uso di newsletter e DEM consente di offrire alle persone dei contenuti senza che queste debbano cercarli. Ecco che quindi l’invio di newsletter alla casella di posta degli utenti almeno una volta la mese può incentivarli a rimanere aggiornati e informati su consigli applicabili al loro caso.

Per una strategia efficace di email marketing è importante personalizzare i messaggi e la segmentazione del target: in questo modo si andranno ad inviare email mirate ad un pubblico interessato all’argomento trattato.

4. Realizzare video educativi

La realizzazione di video risponde all’interesse crescente da parte degli utenti di contenuti visivi interessanti e stimolanti. Secondo Wordstream gli utenti dedicano almeno un terzo della loro attività su internet alla visione di video: è quindi importante creare contenuti visivi, suscitando interesse e dando maggior legittimazione alla fonte delle informazioni.

Un buon esempio è Cleveland Clinic che realizza video in cui i medici discutono problemi di salute relativi alla propria area di competenza e suggeriscono percorsi terapeutici. Il video serve anche a dare al paziente un maggior senso di realtà e concretezza, piuttosto di come avviene con la lettura di articoli.

5. Prestare attenzione al SEO

L’ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca (SEO) permette che il bacino di utenti che entrano in contatto con i contenuti pubblicati si allarghi, e aumenti quindi il proprio business. L‘attività SEO deve focalizzarsi sull’utilizzo di parole chiave specifiche per risaltare tra i competitor, individuabili tramite strumenti come SEMrush o HubSpot.

Occorre utilizzare questi strumenti per trovare le keyword che fanno al caso proprio, tenendo conto del punteggio di difficoltà (più è inferiore, meglio è) e del volume di ricerca, che deve essere elevato.  La parola chiave principale andrà poi inserita nei contenuti, nel titolo, nella meta description, nell’URL e collocata più volte (moderatamente) all’interno dell’articolo in modo tale da ottimizzare la pagina attorno alla keyword.

6. Usare anche i social media

Con l’avvento del web 2.0 sono cambiate le modalità con cui gli utenti apprendono le loro informazioni e utilizzano internet. Oltre alla lettura di blog, infatti, gran parte dell’attività delle persone è focalizzata sui social media.

Secondo Infographics Archive il 60% degli utenti si fida di più di un post sui social media (relativa all’attività dei medici) piuttosto che di letture provenienti da altre fonti. È necessario quindi che i post siano di qualità per informare al meglio il proprio pubblico; la strategia anche in questo caso potrebbe essere quella di programmare la pubblicazione di post che preveda il giusto apporto quantitativo e una varietà importante.

Ad esempio Cedars-Sinai Medical Center utilizza i social media pubblicando i più svariati contenuti, anche meno tecnici e più stimolanti ed amichevoli, dando rilevanza agli eventi.

Un ulteriore consiglio è quello di collegare l’indirizzo il sito web alle pagine social per poter rimandare gli utenti al sito, aumentando le visite e consentendo una conoscenza più profonda dell’organizzazione.

Per concludere, dunque, una solida strategia di web marketing sanitario è efficiente quando si legano diversi elementi che consentono di raggiungere più utenti e di aumentare il flusso di questi attorno alle proprie attività. I fronti su cui puntare il proprio impegno sono molteplici: per questo il consiglio potrebbe essere quello di collegare gli elementi attraverso una piattaforma per la gestione dei contenuti, come HubSpot, per monitorare i propri avanzamenti e risultati.

digital healtcare chatbot

Il chatbot come psicologo nell’ambito del Digital Healthcare

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Chatbot per la digital healthcare: gli psicologi virtuali degli utenti che capiscono le loro emozioni

Nella digital healthcare, i chatbot sono uno degli strumenti  digitali più recenti. In questo articolo parliamo di chatbot programmati con funzioni di interpretazione psicologica.

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social media marketing sanitario

Social media marketing sanitario: 5 brand da seguire

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Social Media Marketing nel settore medico-sanitario: aziende da tenere d’occhio

Molti professionisti del settore sanitario credono che il Social Media Marketing non sia necessario nel loro ambito. Tuttavia, nel contesto della trasformazione digitale, non si può affidarsi ai meccanismi tradizionali. Soprattutto perchè il Social Media Marketing Sanitario offre molti strumenti e apre numerose possibilità: dalla creazione di community, allo scambio di informazioni con altri operatori, alla diffusione di informazioni certificate.

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fidelizzazione contribuisce al marketing sanitario

Un piano di fidelizzazione contribuisce al Marketing Sanitario ?

Vi siete mai chiesti perchè la maggior parte delle aziende investe più tempo, e quindi denaro, nell’attrarre clienti invece di offrire un “servizio clienti” di qualità migliore? Il risultato di una strategia di questo tipo non è numerico ma empatico: ovvero, il paziente si sente meno apprezzato, meno “speciale”.

A seguito di studi compiuti in alcune realtà ospedaliere si è rilevato che è più costoso cercare nuovi pazienti anziché preservare e migliorare il rapporto con i pazienti già acquisiti.

Com’è dimostrato in tutti i processi di marketing funnel, un paziente soddisfatto può diventare un ottimo promotore della vostra struttura sanitaria e contribuire ad attirare nuovi pazienti. Quando i pazienti si fidano del vostro brand e sono soddisfatti di trattamenti e prestazioni ricevuti, la probabilità che parlino bene dei vostri servizi è molto elevata.

La fiducia che un vostro paziente ripone nella vostra struttura non può essere ottenuta solo attraverso una strategia di marketing mirata a provare un vostro servizio: cosa succederebbe, infatti, se decidesse di fidarsi e non trovasse poi un “servizio clienti” adeguato? Cosa succede quando, dopo un trattamento, un paziente si sente ignorato?

Un paziente soddisfatto può diventare un ottimo promotore della vostra struttura sanitaria e contribuire ad attirare nuovi pazienti

Come soddisfare i vostri clienti per farli ritornare

È qui che entra in gioco il processo di fidelizzazione, attraverso una serie di attività di marketing mirate a ottenere la fiducia dai vostri clienti. Quali sono le cose da non dimenticar per raggiungere questo obiettivo? Quali azioni possono trasformare i vostri attuali clienti in promotori della vostra struttura sanitaria? Vediamoli di seguito.

1. Fase di apprendimento

Un CRM efficiente, in cui memorizzare i dati relativi ai vostri clienti, è un requisito fondamentale. Questi dati sono necessari per scoprire i comportamenti dei vostri clienti, per valutare quali azioni di fidelizzazione mettere in pratica e attraverso quali canali di comunicazione.

Ricordiamo inoltre che, quando un cliente sceglie i tuoi trattamenti medici, la possibilità di una maggiore fedeltà dipende in gran parte dalle sue aspettative. Per questo motivo, è essenziale creare fiducia: soddisfare i clienti è responsabilità di ciascuno dei tuoi dipendenti, a prescindere dal dipartimento in cui si trovano.

Nella fase di apprendimento, per mantenere questa fiducia è necessario conoscere ciò che i clienti pensano di te e ciò che apprezzano nel tuo servizio, e ciò che essi percepiscono come aspetti negativi della vostra clinica.

Come si raccolgono queste informazioni? Con sondaggi di soddisfazione online e offline, con una registrazione regolare delle aspettative del cliente e delle percezioni dei dipendenti.

2. Fase di esecuzione

Una volta ottenute le informazioni necessarie, devi segmentare il tuo database di contatti ed eseguire azioni mirate per ciascun segmento. Uno dei mezzi di comunicazione più comuni è l’e-mail marketing, in cui è possibile offrire un’esperienza integrata di “servizio cliente” al fine di costruire la fidelizzazione.

Tuttavia, l’interazione con il tuo cliente può assumere molte forme: oltre all’-email, può essere una chiamata, un tweet, un messaggio privato di Facebook, un modulo, ecc.

L’82% dei clienti afferma che il primo requisito di un buon servizio di customer service è saper dare una rapida  soluzione a dubbi e problemi.

Servizi di messaggistica istantanea e social network possono essere elementi chiave per il tuo piano di fidelizzazione. Ad esempio, WhatsApp può diventare un canale di comunicazione diretta e personalizzata con il paziente.

E ogni membro del team deve prendersi cura del contatto con il paziente in ogni interazione. L’82% dei clienti afferma che il primo requisito di un buon servizio di customer service è saper dare una rapida  soluzione a dubbi e problemi.

Inoltre, nel tuo programma di fidelizzazione devi tener conto di come ricompenserai questa fedeltà. Offerte occasionali e promozioni sono necessarie per riaccendere l’interesse e rafforzare la lealtà dei pazienti.

Un classico esempio è la scontistica per i clienti che portano un altro potenziale paziente (solitamente un famigliare o un amico). E chi è meglio promuovere la tua clinica di un paziente fedele?

Altrimenti, il tuo programma di fidelizzazione può concentrarsi sul tuo brand. In questo caso, è necessario fornire valore aggiunto attraverso esperienze uniche e differenziate che i clienti non possono trovare nei tuoi concorrenti. Puoi usare l’innovazione per offrire servizi ed esperienze migliori: è da qui che nasce la percezione che i clienti hanno del tuo marchio.

3. Fase di valutazione

Dal momento che nessuna strategia o piano è infallibile, è possibile che alcune delle azioni che stai eseguendo non siano del tutto efficaci. Per questo motivo, è importante analizzare costantemente i risultati e seguire le reazioni dei tuoi clienti.

Immagina per un momento di inviare una newsletter fatta con informazioni che ritieni siano rilevanti per il target che hai selezionato. Cosa succede se i tuoi clienti sono il tipo di persone che non aprono mai le e-mail? Cosa succede se i tuoi clienti passano molto più tempo nei social network?

Se in un primo momento la  strategia che usi non è efficace, l’analisi dei dati raccolti ti consentirà di modificare il tuo piano di fidelizzazione per ottenere risultati e raggiungere i tuoi obiettivi .

È anche importante agire in tempo, o anche meglio in anticipo. Per esempio, per soddisfare le aspettative di un nuovo cliente è importante essere in grado di creare un e-mail work-flow di follow-up (se sappiamo che l’email marketing funziona). In alternativa, puoi usare la messaggistica mobile.

E ricorda: i tuoi pazienti non ricordano tutte le interazioni, ma si ricordano se sono positive o negative.

Vuoi maggiori informazioni sui piani di fidelizzazione ? Scrivici

Video del evento WIRED Health

Tutti i video del WIRED Health 2018

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A Milano si è tenuto l’evento dedicato al mondo della Medicina organizzato da WIRED Italia #WiredHealth18.

I temi discussi sono stati molti e di diversa natura, dalle nuove tecnologie sviluppate in ambito medico, alla visione del futuro in campo medico, ai futuri cambiamenti di ospedali e strutture sanitarie, come la comunicazione aiuta le strutture sanitarie, com’è applicata la filosofia ed etica in campo medico, che cos’è il marketing sanitario e come applicarlo, etc.

Non esserci stati potrebbe essere stato una grande perdita, perchè toccare con mano molte novità, ricevere informazioni e poter interagire direttamente poteva essere utile.

Che cosa abbiamo fatto noi di Itaca Lab? Vi raggruppiamo tutti gli interventi in modo da poter ascoltare e conoscere i diversi relatori.

 

Benvenuto nell’era della medicina digitale #WiredHealth18

Shafi Ahmed – MD, Phd, The Royal London and St Bartholomew’s Hospitals; Co-founder, Medical Realities

Benvenuto nell'era della medicina digitale

Benvenuto nell'era della medicina digitale #WiredHealth18Shafi Ahmed – MD, Phd, The Royal London and St Bartholomew's Hospitals; Co-founder, Medical Realities

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma #WiredHealth18

Giuseppe Testa – Professore di Biologia Molecolare, Università di Milano, Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali, Istituto Europeo di Oncologia

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma #WiredHealth18Giuseppe Testa – Professore di Biologia Molecolare, Università di Milano,Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali,Istituto Europeo di Oncologia

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

L’immagine dell’intelligenza artificiale #WiredHealth18

Arturo Chiti – Responsabile Medicina Nucleare Humanitas; Docente, Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

L'immagine dell'intelligenza artificiale

L'immagine dell'intelligenza artificiale #WiredHealth18Arturo Chiti – Responsabile Medicina Nucleare Humanitas;Docente, Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Un robot in capsule #WiredHealth18

Pietro Valdastri – Docente di Robotics & Autonomous Systems e Direttore dell’Institute of Robotics, Autonomous Systems and Sensing, Università di Leeds; Direttore, Storm Lab UK

Un robot in capsule

Un robot in capsule #WiredHealth18Pietro Valdastri – Docente di Robotics & Autonomous Systemse Direttore dell’Institute of Robotics, Autonomous Systems and Sensing,Università di Leeds; Direttore, Storm Lab UK

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Ospedali Cybersicuri #WiredHealth18 

Athanasios Drougkas – Officer in Network and Information Security, European Union Agency for Network and Information Security (ENISA)

Ospedali Cybersicuri

Ospedali Cybersicuri #WiredHealth18Athanasios Drougkas – Officer in Network and Information Security,European Union Agency for Network and Information Security (ENISA)

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Rivoluzione chatbot #WiredHealth18

Ilaria Catalano – Executive Director Business Operations & Digital Strategy, MSD Salute #WiredHealthMSD

Rivoluzione chatbot

Rivoluzione chatbot #WiredHealth18Ilaria Catalano – Executive Director Business Operations& Digital Strategy, MSD Salute #WiredHealthMSD

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Se a rispondere è una macchina #WiredHealth18

Fulvio Marchetti – Healthcare specialist Reply in Italia Paolo Poggi – Responsabile Servizio Centrale di Diagnostica per Immagini ICS Maugeri Spa SB – IRCCS, Istituto Scientifico di Pavia #WiredHealthReply

Se a rispondere è una macchina

Se a rispondere è una macchina #WiredHealth18Fulvio Marchetti – Healthcare specialist Reply in Italia Paolo Poggi – Responsabile Servizio Centrale di Diagnostica perImmagini ICS Maugeri Spa SB – IRCCS, Istituto Scientifico di Pavia #WiredHealthReply

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Una cura fatta apposta per te #WiredHealth18

Armando Santoro – Responsabile Humanitas Cancer Center; Docente Humanitas University HUMANITAS Research Hospital#WiredHealthHumanitas Giancarlo Pruneri – Direttore, Anatomia Patologica, Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale Tumori, Milano

Una cura fatta apposta per te

Una cura fatta apposta per te #WiredHealth18Armando Santoro – Responsabile Humanitas Cancer Center;Docente Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitasGiancarlo Pruneri – Direttore, Anatomia Patologica,Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale Tumori, Milano

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Superbionics #WiredHealth18

Samantha Payne – Chief Operating Officer, Open Bionics

Superbionics

Superbionics #WiredHealth18Samantha Payne – Chief Operating Officer, Open Bionics

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Medicina personalizzata, dall’oncologia allo Iot #WiredHealth18

Nicola Bottone – Reply in Italia #WiredHealthReply  Roberto Scalamogna – Managing Director, Roche Foundation Medicine, Medical Affairs #WiredHealthRoche 

Medicina personalizzata, dall'oncologia allo Iot

Medicina personalizzata, dall'oncologia allo Iot #WiredHealth18Nicola Bottone – Reply in Italia #WiredHealthReply Roberto Scalamogna – Managing Director, Roche Foundation Medicine,Medical Affairs #WiredHealthRoche

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

HealthChange: Il cambio di paradigma #WiredHealth18

Marco Annoni – Ricercatore in Bioetica, Fondazione Umberto Veronesi Eugenio Santoro – Direttore Dipartimento Informatica Medica, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” Cristina Le Grazie – Direttore Medico, Gilead Sciences Italia #WiredHealthGilead

#HealthChange: Il cambio di paradigma

#HealthChange: Il cambio di paradigma #WiredHealth18Marco Annoni – Ricercatore in Bioetica, Fondazione Umberto VeronesiEugenio Santoro – Direttore Dipartimento Informatica Medica,Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”Cristina Le Grazie – Direttore Medico, Gilead Sciences Italia #WiredHealthGilead

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance #WiredHealth18

Diana Saraceni – Co-founder e Managing Partner, Panakès SGR Greta Nasi – Direttore della Ricerca per il Settore Pubblico, SDA Bocconi School of Management; Professoressa di Management Pubblico, Università Bocconi

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance #WiredHealth18Diana Saraceni – Co-founder e Managing Partner, Panakès SGRGreta Nasi – Direttore della Ricerca per il Settore Pubblico,SDA Bocconi School of Management; Professoressa di ManagementPubblico, Università Bocconi

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Nuove tecniche diagnostiche #WiredHealth18

Alessandro Repici – Responsabile Endoscopia Humanitas; Docente, HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Nuove tecniche diagnostiche

Nuove tecniche diagnostiche #WiredHealth18Alessandro Repici – Responsabile Endoscopia Humanitas;Docente, HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

L’ospedale del futuro, dal management al cloud #WiredHealth18

Giorgia Zunino – Strategic Project Manager, ASL Roma 1; Direttore Scientifico, Hedux.org Andrea Silenzi – Membro del Consiglio Direttivo del Centro di Ricerca e Studi sulla Leadership in Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore; Vicepresidente, Società Italiana Medici Manager Marco Pennarola – Responsabile Marketing Enterprise, Fastweb

L’ospedale del futuro, dal management al cloud

L’ospedale del futuro, dal management al cloud #WiredHealth18Giorgia Zunino – Strategic Project Manager, ASL Roma 1;Direttore Scientifico, Hedux.orgAndrea Silenzi – Membro del Consiglio Direttivo del Centro di Ricerca eStudi sulla Leadership in Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore;Vicepresidente, Società Italiana Medici ManagerMarco Pennarola – Responsabile Marketing Enterprise, Fastweb

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract #WiredHealth18

Mirko De Maldè – Chief Operating Officer, Lynkeus

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract #WiredHealth18Mirko De Maldè – Chief Operating Officer, Lynkeus

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

People first, come mettere al centro le persone #WiredHealth18

Silvia Civardi – General Manager, Fresenius Medical Care Marco Mazzucco – Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo Reale Mutua Assicurazioni Nicola De Cesare – Commercial & Business Development Director Digital Solutions, Technogym

People first, come mettere al centro le persone

People first, come mettere al centro le persone #WiredHealth18Silvia Civardi – General Manager, Fresenius Medical CareMarco Mazzucco – Direttore Distribuzione Marketing eBrand di Gruppo Reale Mutua Assicurazioni Nicola De Cesare – Commercial & Business Development DirectorDigital Solutions, Technogym

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il cibo che fa bene #WiredHealth18 

Luca Sebastiani – Direttore Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Vincenzo Lionetti – Docente di Anestesiologia e Coordinatore dell’Unità di Ricerca di Medicina Critica Traslazionale, Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Il cibo che fa bene

Il cibo che fa bene #WiredHealth18Luca Sebastiani – Direttore Istituto di Scienze della Vita,Scuola Superiore Sant’Anna di PisaVincenzo Lionetti – Docente di Anestesiologia e Coordinatore dell’Unitàdi Ricerca di Medicina Critica Traslazionale, Istituto di Scienze della Vita,Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il paziente nella connected health #WiredHealth18

Nicola Neri – CEO, Ipsos Claudia Ballerini – Head of Ipsos IMQ #WiredHealthIpsos

Il paziente nella connected health

Il paziente nella connected health #WiredHealth18Nicola Neri – CEO, IpsosClaudia Ballerini – Head of Ipsos IMQ #WiredHealthIpsos

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale #WiredHealth18

Marco Marchetti – Direttore Centro Nazionale Health Technology Assessment, Istituto Superiore di Sanità

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale #WiredHealth18Marco Marchetti – Direttore Centro Nazionale Health TechnologyAssessment, Istituto Superiore di Sanità

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono #WiredHealth18

Gianluigi Redolfini – Health Systems Marketing Leader, Philips Italy, Israel & Greece #WiredHealthPhilips

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono #WiredHealth18Gianluigi Redolfini – Health Systems Marketing Leader, Philips Italy, Israel & Greece #WiredHealthPhilips

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Osservatorio salute #WiredHealth18

Paolo Locatelli – Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano Roberto Valente – Direttore, Cosmofarma Maria Luigia Invernizzi – Vicepresidente, Assobiomedica

Osservatorio salute

Osservatorio salute #WiredHealth18Paolo Locatelli – Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di MilanoRoberto Valente – Direttore, CosmofarmaMaria Luigia Invernizzi – Vicepresidente, Assobiomedica

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua #WiredHealth18

Alessandro Russo – Presidente, Gruppo CAP #WiredHealthCAP Andrea Barchiesi – CEO, Reputation Manager

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua #WiredHealth18Alessandro Russo – Presidente, Gruppo CAP #WiredHealthCAPAndrea Barchiesi – CEO, Reputation Manager

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo #WiredHealth18

Michela Balconi – Docente di Neuropsicologia e Neuroscienze, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia Smith #WiredHealthSmith

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo #WiredHealth18Michela Balconi – Docente di Neuropsicologia e Neuroscienze,Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia Smith #WiredHealthSmith

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018