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Turismo Sanitario Italia Itaca Lab

Mobilità sanitaria interregionale

Il crescente fenomeno dei viaggi della salute

I viaggi della salute sono un fenomeno in costante crescita. Nella stragrande maggioranza da Sud a Nord Italia. Ma anche dall’Italia verso l’estero. Alla ricerca di cure migliori rispetto all’area nella quale si abita e con un giro d’affari pubblico nel 2017 calcolato dalla Fondazione Gimbe in circa 4.6 miliardi di euro, cifra che include anche i conguagli relativi al 2014, pari a 218,9 milioni, e al 2016, 296,3 milioni. Gli importi non sono stati ancora definitivamente approvati dalla conferenza delle Regioni e delle province autonome. E se nel 2015, dice il Censis, i ricoveri fuori regione di residenza sono stati 750 mila, nell’anno successivo sono saliti a 930 mila a cui vanno aggiunti 825 mila accompagnatori, un aumento del +21,4% rispetto all’anno precedente. Come riporta l’Istituto Demoskopika, la maggior parte dei pazienti “fuori sede” arrivano dalla Puglia, ma al secondo posto, un po’ a sorpresa, c’è il Piemonte, poi l’Emilia-Romagna.

La Regione più attrattiva in mobilità sanitaria è la Lombardia che incassa oltre 800 milioni di euro, seguono l’Emilia-Romagna con 358 e il Veneto con 161. Bene anche Liguria e Toscana, soprattutto grazie alle ottime performance del Gaslini di Genova e dell’Ospedale Meyer di Firenze. In Lombardia spiccano invece l’Istituto nazionale dei tumori e il San Raffaele, a Milano, ma anche le strutture bergamasche giocano un ruolo non indifferente.

In generale, i malati lombardi hanno l’indice più basso di migrazione (passiva) in altre regioni: la Lombardia registra infatti il rapporto minore dei ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei ricoveri. In saldo negativo, dice ancora il report della Gimbe, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Lazio, quest’ultima regione con qualche eccezione.

Stando ai dati forniti dall’Ats di Bergamo aggiornati al 2017, e pubblicati su “L’Eco di Bergamo”, i ricoveri di pazienti non lombardi nelle strutture pubbliche o private accreditate ammontano a 15.180 per un totale di crediti pari a 69 milioni e 800 mila euro. Il report Gimbe propone un nuovo indicatore per descrivere il nuovo fenomeno di marketing sanitario, il “saldo pro-capite di mobilità sanitaria”, che permette di analizzare e interpretare i saldi in relazione alla popolazione residente determinando una ricomposizione della classifica.

Circa 90 mila famiglie l’anno devono spostarsi

Il Censis ha calcolato che circa 90 mila nuclei familiari all’anno fanno i conti con la necessità di spostarsi per curare un familiare, spesso un minore. La spesa media per il vitto e l’alloggio segnalata varia dai 100 ai 500 euro per i ricoveri più brevi, ma circa il 20% dei migranti deve affrontare ricoveri che vanno anche oltre i 15 giorni. La maggioranza dei malati, l’85%, ha almeno un accompagnatore.

Sempre il Censis ha stimato che siano almeno 180 mila le persone che ogni anno devono passare lunghi periodi fuori casa per assistere un parente senza aver alcun sostegno per costi di vitto e alloggio. Se si ipotizzano circa 1.000 euro si arriva a 180 milioni. Un caso a parte poi va fatto per i pazienti oncologici la cui media di migrazione è doppia rispetto alle altre patologia. Alle spese mediche che annualmente costano alle famiglie circa 7/8 mila euro in media si aggiungono non meno di 1.700 euro all’anno per vitto, alloggio e spostamenti.

Turismo sanitario verso e oltre confine

Il turismo sanitario nel mondo genera attualmente un giro d’affari di 70 miliardi di dollari. Secondo le stime dell’Osservatorio Ocps-SDA Bocconi, il marketing sanitario genera nel nostro Paese un valore pari a 2 miliardi di euro anche se il saldo è ancora negativo: sono 5 mila gli stranieri arrivati in Italia, principalmente da Paesi Arabi, Russia, Svizzera, Balcani, spinti dalla ricerca di trattamenti ad alto tasso di specializzazione in neurologia, cardiochirurgia, oncologia, ma sono oltre 200 mila italiani (per qualche altra associazione supererebbero i 300 mila) che vanno oltre confine cercando, prevalentemente prestazioni meno care in chirurgia dentale, estetica e ricostruttiva, trapianto dei capelli.

I 5 mila pazienti arrivati nel nostro Paese hanno speso mediamente pro capite da 20 a 70 mila euro per le terapie. I principali ospedali italiani per numero di pazienti trattati provenienti dall’estero sono l’Istituto Europeo di Oncologia, il Gruppo San Donato, l’Humanitas di Rozzano e il Gruppo Centro di Medicina.

Gli italiani coinvolti invece sono cresciuti del +150%. Si muovono prevalentemente in Europa, ma non solo: oltre 40 mila persone l’anno lasciano l’Italia per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica in Brasile, Messico e Thailandia. L’italiano che sceglie l’estero per curarsi è nella maggioranza uomo, tra i 18 e i 39 anni, attratto da promozioni (oltre all’intervento nei pacchetti c’è dentro il trasporto, l’alloggio e visite guidate) e dalle possibilità economiche di media/buona entità. Per fare qualche esempio, una blefaroplastica (ringiovanimento delle palpebre) in Croazia costa circa 1.200 euro, 2.600 euro è il valore medio di un lipofiller (prelievo del grasso) al seno in Turchia, 1.300 euro per quattro impianti e 12 denti in Polonia. Il low cost sanitario attira. Sulla qualità restano i dubbi.

Marketing sanitario: 6 consigli da seguire

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Come si costruisce una strategia di web marketing sanitario?

Una strategia di marketing sanitario è essenziale per tutte le strutture sanitarie e i professionisti che vogliono restare al passo con la trasformazione digitale che ha investito l’ambito medico. In un mondo in cui sempre più spesso le persone utilizzano internet per fare delle scelte riguardo la propria salute, la presenza nel web acquista sempre più importanza.

In questo articolo proponiamo alcuni consigli per impostare una strategia di web marketing sanitario mirata a migliorare la propria strategia digitale.

1. Creare un sito web efficace

Gli utenti visitano i siti web con l’obiettivo di trovare le informazioni che cercano nel minor tempo possibile. Il sito web costituisce spesso la base di appoggio per ogni strategia di web marketing: deve essere chiaro, semplice e intuitivo, deve suscitare interesse e ispirare fiducia nell’utente e guidarlo nella scelta che deve fare.

Nel caso di un sito web per l’ambito sanitario, infatti, l’esperienza dell’utente è molto più importante, ad esempio, dell’impostazione grafica. Importante è anche la SEO, ovvero il posizionamento del sito nei motori di ricerca, indispensabile per far comparire il sito web trai i primi risultati delle ricerche in Google.

2. Utilizzare un blog

Il blog può essere utilizzato in tanti modi diversi: ad esempio, può essere usato per riportare testimonianze relative a problemi di salute o percorsi di terapia che altre persone in passato hanno già vissuto. In questo modo chi si trova – o si troverà in futuro – nella stessa situazione, avrà più conoscenza e consapevolezza del problema, trovando anche una sorta di supporto tra le righe.

Un ottimo esempio di blog è quello della Harvard Medical School, ricchissimo di contenuti sulle più svariate problematiche di salute, divise in categoria per tipologia di malattia.

3. Email marketing

L’uso di newsletter e DEM consente di offrire alle persone dei contenuti senza che queste debbano cercarli. Ecco che quindi l’invio di newsletter alla casella di posta degli utenti almeno una volta la mese può incentivarli a rimanere aggiornati e informati su consigli applicabili al loro caso.

Per una strategia efficace di email marketing è importante personalizzare i messaggi e la segmentazione del target: in questo modo si andranno ad inviare email mirate ad un pubblico interessato all’argomento trattato.

4. Realizzare video educativi

La realizzazione di video risponde all’interesse crescente da parte degli utenti di contenuti visivi interessanti e stimolanti. Secondo Wordstream gli utenti dedicano almeno un terzo della loro attività su internet alla visione di video: è quindi importante creare contenuti visivi, suscitando interesse e dando maggior legittimazione alla fonte delle informazioni.

Un buon esempio è Cleveland Clinic che realizza video in cui i medici discutono problemi di salute relativi alla propria area di competenza e suggeriscono percorsi terapeutici. Il video serve anche a dare al paziente un maggior senso di realtà e concretezza, piuttosto di come avviene con la lettura di articoli.

5. Prestare attenzione al SEO

L’ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca (SEO) permette che il bacino di utenti che entrano in contatto con i contenuti pubblicati si allarghi, e aumenti quindi il proprio business. L‘attività SEO deve focalizzarsi sull’utilizzo di parole chiave specifiche per risaltare tra i competitor, individuabili tramite strumenti come SEMrush o HubSpot.

Occorre utilizzare questi strumenti per trovare le keyword che fanno al caso proprio, tenendo conto del punteggio di difficoltà (più è inferiore, meglio è) e del volume di ricerca, che deve essere elevato.  La parola chiave principale andrà poi inserita nei contenuti, nel titolo, nella meta description, nell’URL e collocata più volte (moderatamente) all’interno dell’articolo in modo tale da ottimizzare la pagina attorno alla keyword.

6. Usare anche i social media

Con l’avvento del web 2.0 sono cambiate le modalità con cui gli utenti apprendono le loro informazioni e utilizzano internet. Oltre alla lettura di blog, infatti, gran parte dell’attività delle persone è focalizzata sui social media.

Secondo Infographics Archive il 60% degli utenti si fida di più di un post sui social media (relativa all’attività dei medici) piuttosto che di letture provenienti da altre fonti. È necessario quindi che i post siano di qualità per informare al meglio il proprio pubblico; la strategia anche in questo caso potrebbe essere quella di programmare la pubblicazione di post che preveda il giusto apporto quantitativo e una varietà importante.

Ad esempio Cedars-Sinai Medical Center utilizza i social media pubblicando i più svariati contenuti, anche meno tecnici e più stimolanti ed amichevoli, dando rilevanza agli eventi.

Un ulteriore consiglio è quello di collegare l’indirizzo il sito web alle pagine social per poter rimandare gli utenti al sito, aumentando le visite e consentendo una conoscenza più profonda dell’organizzazione.

Per concludere, dunque, una solida strategia di web marketing sanitario è efficiente quando si legano diversi elementi che consentono di raggiungere più utenti e di aumentare il flusso di questi attorno alle proprie attività. I fronti su cui puntare il proprio impegno sono molteplici: per questo il consiglio potrebbe essere quello di collegare gli elementi attraverso una piattaforma per la gestione dei contenuti, come HubSpot, per monitorare i propri avanzamenti e risultati.

digital healtcare chatbot

Il chatbot come psicologo nell’ambito del Digital Healthcare

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Chatbot per la digital healthcare: gli psicologi virtuali degli utenti che capiscono le loro emozioni

Nella digital healthcare, i chatbot sono uno degli strumenti  digitali più recenti. In questo articolo parliamo di chatbot programmati con funzioni di interpretazione psicologica.

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social media marketing sanitario

Social media marketing sanitario: 5 brand da seguire

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Social Media Marketing nel settore medico-sanitario: aziende da tenere d’occhio

Molti professionisti del settore sanitario credono che il Social Media Marketing non sia necessario nel loro ambito. Tuttavia, nel contesto della trasformazione digitale, non si può affidarsi ai meccanismi tradizionali. Soprattutto perchè il Social Media Marketing Sanitario offre molti strumenti e apre numerose possibilità: dalla creazione di community, allo scambio di informazioni con altri operatori, alla diffusione di informazioni certificate.

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fidelizzazione contribuisce al marketing sanitario

Un piano di fidelizzazione contribuisce al Marketing Sanitario ?

Vi siete mai chiesti perchè la maggior parte delle aziende investe più tempo, e quindi denaro, nell’attrarre clienti invece di offrire un “servizio clienti” di qualità migliore? Il risultato di una strategia di questo tipo non è numerico ma empatico: ovvero, il paziente si sente meno apprezzato, meno “speciale”.

A seguito di studi compiuti in alcune realtà ospedaliere si è rilevato che è più costoso cercare nuovi pazienti anziché preservare e migliorare il rapporto con i pazienti già acquisiti.

Com’è dimostrato in tutti i processi di marketing funnel, un paziente soddisfatto può diventare un ottimo promotore della vostra struttura sanitaria e contribuire ad attirare nuovi pazienti. Quando i pazienti si fidano del vostro brand e sono soddisfatti di trattamenti e prestazioni ricevuti, la probabilità che parlino bene dei vostri servizi è molto elevata.

La fiducia che un vostro paziente ripone nella vostra struttura non può essere ottenuta solo attraverso una strategia di marketing mirata a provare un vostro servizio: cosa succederebbe, infatti, se decidesse di fidarsi e non trovasse poi un “servizio clienti” adeguato? Cosa succede quando, dopo un trattamento, un paziente si sente ignorato?

Un paziente soddisfatto può diventare un ottimo promotore della vostra struttura sanitaria e contribuire ad attirare nuovi pazienti

Come soddisfare i vostri clienti per farli ritornare

È qui che entra in gioco il processo di fidelizzazione, attraverso una serie di attività di marketing mirate a ottenere la fiducia dai vostri clienti. Quali sono le cose da non dimenticar per raggiungere questo obiettivo? Quali azioni possono trasformare i vostri attuali clienti in promotori della vostra struttura sanitaria? Vediamoli di seguito.

1. Fase di apprendimento

Un CRM efficiente, in cui memorizzare i dati relativi ai vostri clienti, è un requisito fondamentale. Questi dati sono necessari per scoprire i comportamenti dei vostri clienti, per valutare quali azioni di fidelizzazione mettere in pratica e attraverso quali canali di comunicazione.

Ricordiamo inoltre che, quando un cliente sceglie i tuoi trattamenti medici, la possibilità di una maggiore fedeltà dipende in gran parte dalle sue aspettative. Per questo motivo, è essenziale creare fiducia: soddisfare i clienti è responsabilità di ciascuno dei tuoi dipendenti, a prescindere dal dipartimento in cui si trovano.

Nella fase di apprendimento, per mantenere questa fiducia è necessario conoscere ciò che i clienti pensano di te e ciò che apprezzano nel tuo servizio, e ciò che essi percepiscono come aspetti negativi della vostra clinica.

Come si raccolgono queste informazioni? Con sondaggi di soddisfazione online e offline, con una registrazione regolare delle aspettative del cliente e delle percezioni dei dipendenti.

2. Fase di esecuzione

Una volta ottenute le informazioni necessarie, devi segmentare il tuo database di contatti ed eseguire azioni mirate per ciascun segmento. Uno dei mezzi di comunicazione più comuni è l’e-mail marketing, in cui è possibile offrire un’esperienza integrata di “servizio cliente” al fine di costruire la fidelizzazione.

Tuttavia, l’interazione con il tuo cliente può assumere molte forme: oltre all’-email, può essere una chiamata, un tweet, un messaggio privato di Facebook, un modulo, ecc.

L’82% dei clienti afferma che il primo requisito di un buon servizio di customer service è saper dare una rapida  soluzione a dubbi e problemi.

Servizi di messaggistica istantanea e social network possono essere elementi chiave per il tuo piano di fidelizzazione. Ad esempio, WhatsApp può diventare un canale di comunicazione diretta e personalizzata con il paziente.

E ogni membro del team deve prendersi cura del contatto con il paziente in ogni interazione. L’82% dei clienti afferma che il primo requisito di un buon servizio di customer service è saper dare una rapida  soluzione a dubbi e problemi.

Inoltre, nel tuo programma di fidelizzazione devi tener conto di come ricompenserai questa fedeltà. Offerte occasionali e promozioni sono necessarie per riaccendere l’interesse e rafforzare la lealtà dei pazienti.

Un classico esempio è la scontistica per i clienti che portano un altro potenziale paziente (solitamente un famigliare o un amico). E chi è meglio promuovere la tua clinica di un paziente fedele?

Altrimenti, il tuo programma di fidelizzazione può concentrarsi sul tuo brand. In questo caso, è necessario fornire valore aggiunto attraverso esperienze uniche e differenziate che i clienti non possono trovare nei tuoi concorrenti. Puoi usare l’innovazione per offrire servizi ed esperienze migliori: è da qui che nasce la percezione che i clienti hanno del tuo marchio.

3. Fase di valutazione

Dal momento che nessuna strategia o piano è infallibile, è possibile che alcune delle azioni che stai eseguendo non siano del tutto efficaci. Per questo motivo, è importante analizzare costantemente i risultati e seguire le reazioni dei tuoi clienti.

Immagina per un momento di inviare una newsletter fatta con informazioni che ritieni siano rilevanti per il target che hai selezionato. Cosa succede se i tuoi clienti sono il tipo di persone che non aprono mai le e-mail? Cosa succede se i tuoi clienti passano molto più tempo nei social network?

Se in un primo momento la  strategia che usi non è efficace, l’analisi dei dati raccolti ti consentirà di modificare il tuo piano di fidelizzazione per ottenere risultati e raggiungere i tuoi obiettivi .

È anche importante agire in tempo, o anche meglio in anticipo. Per esempio, per soddisfare le aspettative di un nuovo cliente è importante essere in grado di creare un e-mail work-flow di follow-up (se sappiamo che l’email marketing funziona). In alternativa, puoi usare la messaggistica mobile.

E ricorda: i tuoi pazienti non ricordano tutte le interazioni, ma si ricordano se sono positive o negative.

Vuoi maggiori informazioni sui piani di fidelizzazione ? Scrivici

Video del evento WIRED Health

Tutti i video del WIRED Health 2018

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A Milano si è tenuto l’evento dedicato al mondo della Medicina organizzato da WIRED Italia #WiredHealth18.

I temi discussi sono stati molti e di diversa natura, dalle nuove tecnologie sviluppate in ambito medico, alla visione del futuro in campo medico, ai futuri cambiamenti di ospedali e strutture sanitarie, come la comunicazione aiuta le strutture sanitarie, com’è applicata la filosofia ed etica in campo medico, che cos’è il marketing sanitario e come applicarlo, etc.

Non esserci stati potrebbe essere stato una grande perdita, perchè toccare con mano molte novità, ricevere informazioni e poter interagire direttamente poteva essere utile.

Che cosa abbiamo fatto noi di Itaca Lab? Vi raggruppiamo tutti gli interventi in modo da poter ascoltare e conoscere i diversi relatori.

 

Benvenuto nell’era della medicina digitale #WiredHealth18

Shafi Ahmed – MD, Phd, The Royal London and St Bartholomew’s Hospitals; Co-founder, Medical Realities

Benvenuto nell'era della medicina digitale

Benvenuto nell'era della medicina digitale #WiredHealth18Shafi Ahmed – MD, Phd, The Royal London and St Bartholomew's Hospitals; Co-founder, Medical Realities

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma #WiredHealth18

Giuseppe Testa – Professore di Biologia Molecolare, Università di Milano, Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali, Istituto Europeo di Oncologia

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma

Da libro della vita a bozza: Il futuro digitale del nostro genoma #WiredHealth18Giuseppe Testa – Professore di Biologia Molecolare, Università di Milano,Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali,Istituto Europeo di Oncologia

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

L’immagine dell’intelligenza artificiale #WiredHealth18

Arturo Chiti – Responsabile Medicina Nucleare Humanitas; Docente, Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

L'immagine dell'intelligenza artificiale

L'immagine dell'intelligenza artificiale #WiredHealth18Arturo Chiti – Responsabile Medicina Nucleare Humanitas;Docente, Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Un robot in capsule #WiredHealth18

Pietro Valdastri – Docente di Robotics & Autonomous Systems e Direttore dell’Institute of Robotics, Autonomous Systems and Sensing, Università di Leeds; Direttore, Storm Lab UK

Un robot in capsule

Un robot in capsule #WiredHealth18Pietro Valdastri – Docente di Robotics & Autonomous Systemse Direttore dell’Institute of Robotics, Autonomous Systems and Sensing,Università di Leeds; Direttore, Storm Lab UK

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Ospedali Cybersicuri #WiredHealth18 

Athanasios Drougkas – Officer in Network and Information Security, European Union Agency for Network and Information Security (ENISA)

Ospedali Cybersicuri

Ospedali Cybersicuri #WiredHealth18Athanasios Drougkas – Officer in Network and Information Security,European Union Agency for Network and Information Security (ENISA)

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Rivoluzione chatbot #WiredHealth18

Ilaria Catalano – Executive Director Business Operations & Digital Strategy, MSD Salute #WiredHealthMSD

Rivoluzione chatbot

Rivoluzione chatbot #WiredHealth18Ilaria Catalano – Executive Director Business Operations& Digital Strategy, MSD Salute #WiredHealthMSD

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Se a rispondere è una macchina #WiredHealth18

Fulvio Marchetti – Healthcare specialist Reply in Italia Paolo Poggi – Responsabile Servizio Centrale di Diagnostica per Immagini ICS Maugeri Spa SB – IRCCS, Istituto Scientifico di Pavia #WiredHealthReply

Se a rispondere è una macchina

Se a rispondere è una macchina #WiredHealth18Fulvio Marchetti – Healthcare specialist Reply in Italia Paolo Poggi – Responsabile Servizio Centrale di Diagnostica perImmagini ICS Maugeri Spa SB – IRCCS, Istituto Scientifico di Pavia #WiredHealthReply

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Una cura fatta apposta per te #WiredHealth18

Armando Santoro – Responsabile Humanitas Cancer Center; Docente Humanitas University HUMANITAS Research Hospital#WiredHealthHumanitas Giancarlo Pruneri – Direttore, Anatomia Patologica, Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale Tumori, Milano

Una cura fatta apposta per te

Una cura fatta apposta per te #WiredHealth18Armando Santoro – Responsabile Humanitas Cancer Center;Docente Humanitas University HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitasGiancarlo Pruneri – Direttore, Anatomia Patologica,Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale Tumori, Milano

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Superbionics #WiredHealth18

Samantha Payne – Chief Operating Officer, Open Bionics

Superbionics

Superbionics #WiredHealth18Samantha Payne – Chief Operating Officer, Open Bionics

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Medicina personalizzata, dall’oncologia allo Iot #WiredHealth18

Nicola Bottone – Reply in Italia #WiredHealthReply  Roberto Scalamogna – Managing Director, Roche Foundation Medicine, Medical Affairs #WiredHealthRoche 

Medicina personalizzata, dall'oncologia allo Iot

Medicina personalizzata, dall'oncologia allo Iot #WiredHealth18Nicola Bottone – Reply in Italia #WiredHealthReply Roberto Scalamogna – Managing Director, Roche Foundation Medicine,Medical Affairs #WiredHealthRoche

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

HealthChange: Il cambio di paradigma #WiredHealth18

Marco Annoni – Ricercatore in Bioetica, Fondazione Umberto Veronesi Eugenio Santoro – Direttore Dipartimento Informatica Medica, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” Cristina Le Grazie – Direttore Medico, Gilead Sciences Italia #WiredHealthGilead

#HealthChange: Il cambio di paradigma

#HealthChange: Il cambio di paradigma #WiredHealth18Marco Annoni – Ricercatore in Bioetica, Fondazione Umberto VeronesiEugenio Santoro – Direttore Dipartimento Informatica Medica,Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”Cristina Le Grazie – Direttore Medico, Gilead Sciences Italia #WiredHealthGilead

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance #WiredHealth18

Diana Saraceni – Co-founder e Managing Partner, Panakès SGR Greta Nasi – Direttore della Ricerca per il Settore Pubblico, SDA Bocconi School of Management; Professoressa di Management Pubblico, Università Bocconi

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance

Il capitale umano: La salute tra mercato e performance #WiredHealth18Diana Saraceni – Co-founder e Managing Partner, Panakès SGRGreta Nasi – Direttore della Ricerca per il Settore Pubblico,SDA Bocconi School of Management; Professoressa di ManagementPubblico, Università Bocconi

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Nuove tecniche diagnostiche #WiredHealth18

Alessandro Repici – Responsabile Endoscopia Humanitas; Docente, HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Nuove tecniche diagnostiche

Nuove tecniche diagnostiche #WiredHealth18Alessandro Repici – Responsabile Endoscopia Humanitas;Docente, HUMANITAS Research Hospital #WiredHealthHumanitas

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

L’ospedale del futuro, dal management al cloud #WiredHealth18

Giorgia Zunino – Strategic Project Manager, ASL Roma 1; Direttore Scientifico, Hedux.org Andrea Silenzi – Membro del Consiglio Direttivo del Centro di Ricerca e Studi sulla Leadership in Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore; Vicepresidente, Società Italiana Medici Manager Marco Pennarola – Responsabile Marketing Enterprise, Fastweb

L’ospedale del futuro, dal management al cloud

L’ospedale del futuro, dal management al cloud #WiredHealth18Giorgia Zunino – Strategic Project Manager, ASL Roma 1;Direttore Scientifico, Hedux.orgAndrea Silenzi – Membro del Consiglio Direttivo del Centro di Ricerca eStudi sulla Leadership in Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore;Vicepresidente, Società Italiana Medici ManagerMarco Pennarola – Responsabile Marketing Enterprise, Fastweb

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract #WiredHealth18

Mirko De Maldè – Chief Operating Officer, Lynkeus

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract

A salvaguardia dei tuoi dati, blockchain e smart contract #WiredHealth18Mirko De Maldè – Chief Operating Officer, Lynkeus

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

People first, come mettere al centro le persone #WiredHealth18

Silvia Civardi – General Manager, Fresenius Medical Care Marco Mazzucco – Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo Reale Mutua Assicurazioni Nicola De Cesare – Commercial & Business Development Director Digital Solutions, Technogym

People first, come mettere al centro le persone

People first, come mettere al centro le persone #WiredHealth18Silvia Civardi – General Manager, Fresenius Medical CareMarco Mazzucco – Direttore Distribuzione Marketing eBrand di Gruppo Reale Mutua Assicurazioni Nicola De Cesare – Commercial & Business Development DirectorDigital Solutions, Technogym

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il cibo che fa bene #WiredHealth18 

Luca Sebastiani – Direttore Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Vincenzo Lionetti – Docente di Anestesiologia e Coordinatore dell’Unità di Ricerca di Medicina Critica Traslazionale, Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Il cibo che fa bene

Il cibo che fa bene #WiredHealth18Luca Sebastiani – Direttore Istituto di Scienze della Vita,Scuola Superiore Sant’Anna di PisaVincenzo Lionetti – Docente di Anestesiologia e Coordinatore dell’Unitàdi Ricerca di Medicina Critica Traslazionale, Istituto di Scienze della Vita,Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il paziente nella connected health #WiredHealth18

Nicola Neri – CEO, Ipsos Claudia Ballerini – Head of Ipsos IMQ #WiredHealthIpsos

Il paziente nella connected health

Il paziente nella connected health #WiredHealth18Nicola Neri – CEO, IpsosClaudia Ballerini – Head of Ipsos IMQ #WiredHealthIpsos

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale #WiredHealth18

Marco Marchetti – Direttore Centro Nazionale Health Technology Assessment, Istituto Superiore di Sanità

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale

Come la tecnologia entra nel sistema sanitario mondiale #WiredHealth18Marco Marchetti – Direttore Centro Nazionale Health TechnologyAssessment, Istituto Superiore di Sanità

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono #WiredHealth18

Gianluigi Redolfini – Health Systems Marketing Leader, Philips Italy, Israel & Greece #WiredHealthPhilips

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono

Connected care e digitalizzazione: le sfide che ci attendono #WiredHealth18Gianluigi Redolfini – Health Systems Marketing Leader, Philips Italy, Israel & Greece #WiredHealthPhilips

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Osservatorio salute #WiredHealth18

Paolo Locatelli – Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano Roberto Valente – Direttore, Cosmofarma Maria Luigia Invernizzi – Vicepresidente, Assobiomedica

Osservatorio salute

Osservatorio salute #WiredHealth18Paolo Locatelli – Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di MilanoRoberto Valente – Direttore, CosmofarmaMaria Luigia Invernizzi – Vicepresidente, Assobiomedica

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua #WiredHealth18

Alessandro Russo – Presidente, Gruppo CAP #WiredHealthCAP Andrea Barchiesi – CEO, Reputation Manager

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua

Il benessere passa dal rubinetto di casa tua #WiredHealth18Alessandro Russo – Presidente, Gruppo CAP #WiredHealthCAPAndrea Barchiesi – CEO, Reputation Manager

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo #WiredHealth18

Michela Balconi – Docente di Neuropsicologia e Neuroscienze, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia Smith #WiredHealthSmith

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo

Weareable Devices per il potenziamento neurocognitivo #WiredHealth18Michela Balconi – Docente di Neuropsicologia e Neuroscienze,Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia Smith #WiredHealthSmith

Pubblicato da Wired Italia su giovedì 15 marzo 2018

 

Pianificare una strategia marketing con lo strumento di newsletter

Come usare le newsletter sfruttando una strategia di marketing sanitario

In una strategia marketing l’utilizzo delle newsletter è un potente strumento che viene utilizzato con grande successo anche nel settore sanitario.

Tra i diversi vantaggi che la newsletter possiede vi è l’opportunità che una realtà sanitaria possa rafforzare il rapporto con i clienti esistenti e avvicinare potenziali nuovi clienti.

La newsletter è uno strumento efficace ed economico per promuovere la propria struttura sanitaria o centro di salute di servizi e trattamenti, dando informazioni pertinenti rispetto agli interessi dei pazienti clienti. Se, per esempio, una clinica dermatologica vuole mantenere attivo il rapporto con i propri lettori può includere uno o più articoli che spiegano cos’è un eczema, oppure nel periodo estivo approfondire le tematiche sulla pelle dopo un’aggressione esterna come una scottatura solare. Una clinica oftalmologica potrebbe approfondire gli argomenti su come proteggere gli occhi dalle infezioni nel periodo estivo o problemi più acuti come il cheratocono.
Come creare la tua campagna di email marketing ? Prima di iniziare a scrivere gli articoli di riferimento per la newsletter è importante individuare qual è lo scopo da perseguire con la realizzazione di questa newsletter.
È importante chiedersi:

  • Cosa voglio comunicare con la newsletter ?
  • Voglio informare i miei lettori su specifici servizi/argomenti ?
  • Voglio rafforzare le conoscenze di base dei miei pazienti ?
  • Voglio approfondire alcuni argomenti per favorire la prevenzione ?
  • Voglio promuovere un nuovo servizio della mia struttura ?

Sulla base delle risposte si può sviluppare e configurare una campagna di newsletter.
Dopo aver definito l’obiettivo, è importante elaborare contenuti di elevata qualità ed interesse perché i lettori devono essere attratti dal contenuto sia per il loro messaggio che per la loro forma. Consigliamo di sviluppare i contenuti implementando gli articoli con immagini fotografiche, infografiche o video; i video sono molto apprezzati e creano un interesse maggiore rispetto alla semplice lettura di testo.

Importante elaborare contenuti di elevata qualità ed interesse perché i lettori devono essere attratti dal contenuto

La pianificazione dei contenuti delle newsletter deve essere studiata in sinergia con lo sviluppo del piano editoriale, per sfruttare al meglio i contenuti prodotti.
Gli argomenti della Newsletter devono essere collegati al vostro sito web (blog), in particolare alle pagine specifiche dei contenuti che sono state sviluppate.
Se nella newsletter si parla di un trattamento specifico, il link collegato deve portare al vostro articolo dove viene spiegato di cosa si tratta e come viene svolto il trattamento, in questo modo il pubblico viene incanalato verso i propri punti di interesse con l’opportunità, inoltre, di misurare l’interesse stesso verso l’argomento.

Struttura newsletter per strategia marketing sanitario

Tempalate Newsletter – Mailchimp.com

Consigli

I consigli che possiamo darvi per avere maggiore successo con le newsletter sono:

  • mantenere una periodicità regolare: un intervallo regolare di invio pone il lettore in una condizione di curiosità (se i contenuti sono rilevanti);
  • non intasare la casella di posta con un invio giornaliero o settimanale; lasciare il tempo che il lettore possa leggere gli articoli pubblicati e avere il tempo di condividerli con amici o nei social se interessanti;
  • invii molto ravvicinati possono essere interpretati come messaggi spam dai gestori di posta elettronica.

Newsletter – Quali strumenti utilizzare ?

Nel mercato sono presenti diverse piattaforme di email marketing che permettono la gestione e l’invio di newsletter, ognuna con caratteristiche e prezzi diversi: le piattaforme più conosciute sono Mailchimp, Mailrelay, Campaign Monitor o AcumbaMail.
Tutte consentono di segmentare le liste dei contatti differenziandole per interessi e individuando un target specifico, di controllare l’apertura e la lettura della Newsletter da parte del pubblico e di determinare le conversioni.
A questo punto non vi resta che scoprire qual è la piattaforma di email marketing più adatta a voi e alle vostre esigenze.
Se la vostra struttura sanitaria ha bisogno di un aiuto o di una consulenza per migliorare le vostre campagne di email marketing siamo disponibili a consigliarvi come essere più efficaci.
Non esitate a contattarci.

Marketing Medicale Social Network Itaca Lab

4 suggerimenti per posizionare la vostra struttura sanitaria con il marketing medicale

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Il web è sempre più protagonista nelle nostre scelte anche in campo medicale e i comportamenti adottati in questo ambito evidenziano dei cambiamenti.

Le ricerche nel web in ambito sanitario sono sempre più frequenti e hanno diversi obiettivi: dalla necessità di avere maggiori informazioni su patologie specifiche, all’individuazione delle strutture mediche più vicine a casa piuttosto che all’identificazione degli specialisti più preparati.

Qualche settimana fa We Are Social ha pubblicato le statistiche sull’utilizzo del web nel 2017 e come possiamo immaginare le percentuali degli utilizzatori sono in continua crescita.

Il 73% della popolazione italiana è connessa alla rete e sfrutta le infinite possibilità per informarsi che la rete mette a disposizione.

La penetrazione del digitale nel mondo sanitario è talmente elevata che ogni giorno si aprono portali rivolti ai pazienti con l’unico scopo di rispondere e dare consigli sulle più svariate specialità e patologie che gli utenti scoprono o vogliono approfondire.
Tutti gli strumenti che il mondo digitale mette a disposizione per informarsi e conoscere, se gestiti strategicamente, possono aiutare i pazienti a conoscere e accettare la loro patologia, scoprire le cause e in alcuni casi ridurre la distanza tra medico–paziente.

Per una struttura sanitaria o uno specialista la presenza on-line è importante e la corretta gestione del proprio profilo e sito è fondamentale per presentare i propri servizi e quindi intercettare le richieste (ricerche) dei pazienti.

Quali sono le principali attività che ci permettono di posizionarsi nel web ed essere individuati dai pazienti clienti? Come utilizzare il marketing sanitario l’inbound marketing per posizionarsi nel web?
Noi abbiamo individuate quattro azioni che permettono di aumentare la visibilità e migliorare il proprio brand.

Le 4 azioni nel marketing sanitario per migliorare il proprio brand

1. Il Sito

Il sito deve essere responsive, si deve adattare alla visualizzazione in un mobile come in un PC. Oggi il 74% degli utenti connessi in rete usa il mobile per cercare informazioni sulla rete, se il vostro sito non si adatta ai diversi dispositivi (PC, tablet, mobile) i vostri utenti non approfondiranno i contenuti presenti nel sito, anche se di elevato interesse. Un ulteriore aspetto importante è la struttura delle informazioni: devono essere sviluppate in modo da poter essere raggiunte in qualsiasi momento della navigazione.
I contenuti pubblicati devono utilizzare un linguaggio semplice e molto chiaro, vanno evitati termini che solo gli specialisti capirebbero poiché dobbiamo comunicare con persone che possiedono diversi livelli di conoscenza della materia.

Contenuto Sito Content

2. I Social Network

Oggi in Italia più della metà della popolazione è connessa alla rete e usa gli strumenti social per informarsi e scovare novità. I siti sono visti come luoghi freddi e statici mentre i social network hanno un aspetto più dinamico e avvicinano i professionisti e le strutture sanitarie alla gente comune.
Sempre più questi strumenti social vengono usati dai pazienti per contattare e avere informazioni sulle diverse prestazioni e fissare direttamente gli appuntamenti.

Social Network per migliorare la visibilità con una strategia di social media marketing

3. Facebook ADS e Google Adwords

In generale le aziende pensano che per avere successo, in termini di visibilità, nei social network non sia richiesto nessun investimento economico tranne la pubblicazione di contenuti di qualità. Invece non è così!
Per avere un po’ di visibilità in più e raggiungere un determinato target, è necessario investire in ADV. La pubblicità sul web non ha costi inaccessibili, un piccolo budget ben pianificato può dare risultati molto soddisfacenti.
L’importanza di sviluppare piccole campagne di ADV su Facebook o su Google è fondamentale per raggiungere il target interessato al vostro servizio o al tipo di prestazione che offrite differenziando i diversi pazienti per età, luogo o interessi.

Facebook Google ADV strategia di marketing sanitario

4. Sviluppare proposte di coupon, sconti o pacchetti personalizzati

Gli strumenti social con le campagne ADV permettono di personalizzare il proprio pubblico, in modo da poter offrire servizi specifici a un gruppo selezionato di utenti. Perchè non sfruttare questa possibilità di personalizzazione per invogliare potenziali clienti con servizi aggiuntivi?
Se lo studio di un dermatologo vuole farsi conoscere perché non offrire un pacchetto famiglia per il controllo dei nei con uno sconto per ogni membro della famiglia?

Conclusioni

Queste prime azioni permettono alle strutture sanitarie o ai professionisti del settore di essere trovati dagli utenti pazienti e di fornire una serie di informazioni sul livello e la tipologia delle loro prestazioni.
Il lavoro di posizionamento è continuo e non deve mai essere trascurato, come la produzione costante di contenuti di qualità.

Farmacia comunicazione blog marketing sanitario itaca lab

Come creare un blog per migliorare la comunicazione di una farmacia?

La farmacista e CEO di MS DigitalPharma, Maria Sastre, esperta di marketing sanitario e comunicazione digitale esprime il suo parere durante la conferenza organizzata da COFM a Barcellona dicendo “le linee guida nella ricerca di informazioni sulla salute e nell’acquisto di dispositivi medici sono cambiate notevolmente negli ultimi anni, a causa di un maggiore utilizzo della rete da parte dei clienti”.

La Dott.ssa Sastre invita i titolari di farmacie a riconsiderare la loro attività e a prestare attenzione a come la rete digitale sta cambiando il modo in cui gli utenti si stanno rapportando con le farmacie.

In questo senso, ci sono diversi livelli di presenza digitale di una farmacia. Il più grande salto sarebbe la vendita online di farmaci OTC (dall’inglese Over The Counter anche detto farmaco da banco ‘FdB’) e parafarmacia. All’altro estremo, il più elementare, la creazione di un semplice sito web vetrina dove vengono presentati gli orari di apertura, i servizi offerti e i prodotti venduti.
Tra gli estremi ci sarebbe lo sviluppo di un “profilo aziendale di lavoro nei social network associati alla farmacia o l’apertura di un blog che comunichi con i propri clienti e parli di salute”.

L’attività di gestione di un blog richiede impegno per lo sviluppo della comunicazione digitale che però consente “di selezionare le informazioni corrette sulla salute per i propri clienti e mettere in campo l’esperienza che il farmacista ha come professionista sanitario”.
La Dott.ssa Sastre durante la conferenza a Barcellona ha espresso il suo pensiero dicendo ai farmacisti di fare un “salto” verso la comunicazione digitale, proponendo di sviluppare un blog della loro farmacia per coinvolgere i loro clienti che cercano sempre più informazioni per la loro salute.
I suoi suggerimenti sulla gestione di un blog sono “la conoscenza scientifica prima di tutto, un blog autentico, che favorisca la comunicazione con i lettori / clienti rispondendo in modo chiaro ed esauriente alle curiosità e domande dei clienti”.

Suggerimenti per l’apertura del blog

Per avere un blog efficiente è possibile svilupparlo con i propri mezzi o affidandosi a un consulente che conosca la comunicazione in ambito sanitario in modo da poter essere consigliati nel fare i primi passi.

Un confronto con un consulente è necessario se non si conoscono le regole del web, per poter capire come:

  • scegliere gli argomenti;
  • organizzare una linea editoriale;
  • come scrivere un articolo per posizionarlo attraverso i motori di ricerca (usando le tecniche del SEO);
  • usare gli strumenti di analytics;
  • effettuare il follow-up corretto.

Tematica e specializzazione

Una volta presa la decisione di creare un blog, il passo successivo è “prendersi cura di esso”. Per questo è fondamentale stendere una strategia attorno ad esso per avere il massimo.

Le prime domande da porsi sono:

  • Di cosa parliamo ?
  • Chi deve scrivere gli articoli ?
  • Qual è la cadenza di pubblicazione ?

Queste sono solo alcune delle domande a cui rispondere prima di aprire un blog e scrivere il primo articolo.

Per una farmacia la strategia migliore è avere una pianificazione trimestrale degli argomenti, questo per avere una pianificazione che varia con le stagioni.

Se parliamo invece della frequenza di pubblicazione sarebbe ottimale pubblicare un articolo a settimana, in modo da avere 4 articoli al mese.

Chi scrive gli articoli ? Tutto dipende dallo staff della farmacia, la cosa più facile e logica è che tutto il team di farmacisti e assistenti possa partecipare alla vita del blog, specialmente se ogni membro è specializzato in una certa area.

Sebbene la varietà tematica permetta di comunicare con un pubblico vasto, lo stesso approccio può valere per un blog specializzato in una sola categoria, come Nutrizione o dermocosmesi; in questo caso la selezione del pubblico digitale sarà assicurata. La specializzazione, se gestita e organizzata, può generare un impatto positivo portando il blog e la farmacia a livelli di notorietà non indifferenti.

Nel gestire un blog in ambito farmaceutico è necessario conoscere quali sono gli obblighi e le responsabilità legate all’attività farmaceutica, le informazioni devono essere accurate e rispettare la norma in materia di pubblicità dei farmaci, vanno citati i testi utilizzati come fonte di riferimento o gestiti i diritti delle immagini o illustrazioni usate.

Conclusioni

La Dott.ssa Sastre nel concludere il suo intervento ha precisato che l’importanza della presenza digitale e, in particolare, della comunicazione, è fuor di dubbio: “Il mondo digitale è sempre più importante e per questo invito i farmacisti a sviluppare strategie online in combinata con offline. Tutto ciò che viene fatto nel mondo digitale deve essere coordinato con le strategie quotidiane nella farmacia fisica”.

Inoltre, ricorda che è “necessario” un cambiamento perché i clienti si stanno trasformando in pazienti 2.0.

“I farmacisti deve essere preparati a rispondere a quei pazienti che cerca informazioni sul Web, fornendo credibilità”.

Itaca Lab dottore social network

La gestione professionale dei social network in ambito sanitario

L’importanza dei social network per una struttura sanitaria

Secondo le ultime statistiche fatte in Italia nel 2017 la popolazione connessa in rete è stata di 43 milioni di persone (il 73% della popolazione – Fonte WeAreSocial), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. Durante il 2017 si è registrata una crescita di 4 milioni di persone connesse ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente). Negli ultimi cinque anni il numero di adulti che utilizzano i social network è aumentato del 45%, il che significa che metà delle persone sopra i 18 anni sono immerse nel mondo dei social network e si prevede che questa percentuale continuerà a crescere.

Che cosa possiamo dedurre da questi dati? Sempre più utenti si rivolgono ai social network per conoscere cosa offrono i diversi Brand e per ricercare informazioni inerenti il mondo della Salute & Sanità per disturbi specifici, cure, terapie, strutture sanitarie, etc. Pertanto, è essenziale prendersi cura dell’immagine della propria clinica su Internet e sui social network per confermare la fiducia dei propri pazienti e attirarne di nuovi.

La tua clinica è già sui social network, che ti piaccia o no

Se una struttura sanitaria ha dei social network è chiaro che si è esposti a critiche (è noto che le opinioni positive non sono scritte tanto spesso quanto quelle negative). Quindi la soluzione più facile potrebbe sembrare non essere presenti nei social network per evitare critiche e insulti gratuiti. 

Ma la realtà è un’altra, che si voglia o no, la tua clinica è già su Internet.

Gli utenti che  hanno visitato o usufruito dei servizi della vostra struttura hanno raccontato e commentato la loro esperienza sui diversi social, sia che la loro esperienza sia stata positiva sia che sia stata negativa, quindi ogni struttura naviga già nei social network. Se la vostra clinica o struttura sanitaria è presente sui social network avrete la possibilità di poter coinvolgere maggiormente i vostri pazienti soddisfatti e potrete rispondere e neutralizzare le opinioni negative grazie a una risposta nel breve tempo.

Non è possibile eliminare le critiche negative ma è possibile giustificare o correggere la percezione del paziente insoddisfatto.

Una gestione professionale dei social network

Il consiglio che Itaca Lab vi da è di individuare un responsabile che gestisca quotidianamente la comunità digitale, una persona specializzata nella gestione dei social network o un’agenzia di marketing sanitaria che gestisca i social network. 

Perché? I diversi social network richiedono una costante dedizione per pubblicare post regolarmente, rispondere alle domande dei pazienti o di coloro che si mostrano interessati in tempi molto ridotti (parliamo di 15 min.), sapere cosa pubblicare e quando pubblicarlo in modo che abbia un impatto e una visibilità più ampia possibile.

Quanto costa gestire i social network in modo corretto? Dipende. Quanto costa una brutta critica di un paziente? Se si legge una recensione negativa di un hotel o di un semplice ristorante si è invogliati ad entrarci? Nel settore sanitario una cattiva critica pesa ancora di più, poiché riguarda la salute delle persone.

Infine, è importante ricordare che non è il caso di mentire sui social network. Non vale la pena investire per generare contenuti che attraggano pazienti se poi quanto offerto non è ciò che viene pubblicato sui social network e ciò che voleva. Se così fosse, una falsa comunicazione determinerà una difficoltà estrema a coinvolgere nuovamente il paziente o a proporgli nuovi servizi o nuove prestazioni.

Volete che vi aiutiamo a gestire i social della vostra struttura sanitaria?
Inviaci una mail a info@itacalab.it e ti contatteremo il prima possibile