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Mobilità sanitaria interregionale

Il crescente fenomeno dei viaggi della salute

I viaggi della salute sono un fenomeno in costante crescita. Nella stragrande maggioranza da Sud a Nord Italia. Ma anche dall’Italia verso l’estero. Alla ricerca di cure migliori rispetto all’area nella quale si abita e con un giro d’affari pubblico nel 2017 calcolato dalla Fondazione Gimbe in circa 4.6 miliardi di euro, cifra che include anche i conguagli relativi al 2014, pari a 218,9 milioni, e al 2016, 296,3 milioni. Gli importi non sono stati ancora definitivamente approvati dalla conferenza delle Regioni e delle province autonome. E se nel 2015, dice il Censis, i ricoveri fuori regione di residenza sono stati 750 mila, nell’anno successivo sono saliti a 930 mila a cui vanno aggiunti 825 mila accompagnatori, un aumento del +21,4% rispetto all’anno precedente. Come riporta l’Istituto Demoskopika, la maggior parte dei pazienti “fuori sede” arrivano dalla Puglia, ma al secondo posto, un po’ a sorpresa, c’è il Piemonte, poi l’Emilia-Romagna.

La Regione più attrattiva in mobilità sanitaria è la Lombardia che incassa oltre 800 milioni di euro, seguono l’Emilia-Romagna con 358 e il Veneto con 161. Bene anche Liguria e Toscana, soprattutto grazie alle ottime performance del Gaslini di Genova e dell’Ospedale Meyer di Firenze. In Lombardia spiccano invece l’Istituto nazionale dei tumori e il San Raffaele, a Milano, ma anche le strutture bergamasche giocano un ruolo non indifferente.

In generale, i malati lombardi hanno l’indice più basso di migrazione (passiva) in altre regioni: la Lombardia registra infatti il rapporto minore dei ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei ricoveri. In saldo negativo, dice ancora il report della Gimbe, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Lazio, quest’ultima regione con qualche eccezione.

Stando ai dati forniti dall’Ats di Bergamo aggiornati al 2017, e pubblicati su “L’Eco di Bergamo”, i ricoveri di pazienti non lombardi nelle strutture pubbliche o private accreditate ammontano a 15.180 per un totale di crediti pari a 69 milioni e 800 mila euro. Il report Gimbe propone un nuovo indicatore per descrivere il nuovo fenomeno di marketing sanitario, il “saldo pro-capite di mobilità sanitaria”, che permette di analizzare e interpretare i saldi in relazione alla popolazione residente determinando una ricomposizione della classifica.

Circa 90 mila famiglie l’anno devono spostarsi

Il Censis ha calcolato che circa 90 mila nuclei familiari all’anno fanno i conti con la necessità di spostarsi per curare un familiare, spesso un minore. La spesa media per il vitto e l’alloggio segnalata varia dai 100 ai 500 euro per i ricoveri più brevi, ma circa il 20% dei migranti deve affrontare ricoveri che vanno anche oltre i 15 giorni. La maggioranza dei malati, l’85%, ha almeno un accompagnatore.

Sempre il Censis ha stimato che siano almeno 180 mila le persone che ogni anno devono passare lunghi periodi fuori casa per assistere un parente senza aver alcun sostegno per costi di vitto e alloggio. Se si ipotizzano circa 1.000 euro si arriva a 180 milioni. Un caso a parte poi va fatto per i pazienti oncologici la cui media di migrazione è doppia rispetto alle altre patologia. Alle spese mediche che annualmente costano alle famiglie circa 7/8 mila euro in media si aggiungono non meno di 1.700 euro all’anno per vitto, alloggio e spostamenti.

Turismo sanitario verso e oltre confine

Il turismo sanitario nel mondo genera attualmente un giro d’affari di 70 miliardi di dollari. Secondo le stime dell’Osservatorio Ocps-SDA Bocconi, il marketing sanitario genera nel nostro Paese un valore pari a 2 miliardi di euro anche se il saldo è ancora negativo: sono 5 mila gli stranieri arrivati in Italia, principalmente da Paesi Arabi, Russia, Svizzera, Balcani, spinti dalla ricerca di trattamenti ad alto tasso di specializzazione in neurologia, cardiochirurgia, oncologia, ma sono oltre 200 mila italiani (per qualche altra associazione supererebbero i 300 mila) che vanno oltre confine cercando, prevalentemente prestazioni meno care in chirurgia dentale, estetica e ricostruttiva, trapianto dei capelli.

I 5 mila pazienti arrivati nel nostro Paese hanno speso mediamente pro capite da 20 a 70 mila euro per le terapie. I principali ospedali italiani per numero di pazienti trattati provenienti dall’estero sono l’Istituto Europeo di Oncologia, il Gruppo San Donato, l’Humanitas di Rozzano e il Gruppo Centro di Medicina.

Gli italiani coinvolti invece sono cresciuti del +150%. Si muovono prevalentemente in Europa, ma non solo: oltre 40 mila persone l’anno lasciano l’Italia per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica in Brasile, Messico e Thailandia. L’italiano che sceglie l’estero per curarsi è nella maggioranza uomo, tra i 18 e i 39 anni, attratto da promozioni (oltre all’intervento nei pacchetti c’è dentro il trasporto, l’alloggio e visite guidate) e dalle possibilità economiche di media/buona entità. Per fare qualche esempio, una blefaroplastica (ringiovanimento delle palpebre) in Croazia costa circa 1.200 euro, 2.600 euro è il valore medio di un lipofiller (prelievo del grasso) al seno in Turchia, 1.300 euro per quattro impianti e 12 denti in Polonia. Il low cost sanitario attira. Sulla qualità restano i dubbi.

Marketing sanitario: 6 consigli da seguire

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Come si costruisce una strategia di web marketing sanitario?

Una strategia di marketing sanitario è essenziale per tutte le strutture sanitarie e i professionisti che vogliono restare al passo con la trasformazione digitale che ha investito l’ambito medico. In un mondo in cui sempre più spesso le persone utilizzano internet per fare delle scelte riguardo la propria salute, la presenza nel web acquista sempre più importanza.

In questo articolo proponiamo alcuni consigli per impostare una strategia di web marketing sanitario mirata a migliorare la propria strategia digitale.

1. Creare un sito web efficace

Gli utenti visitano i siti web con l’obiettivo di trovare le informazioni che cercano nel minor tempo possibile. Il sito web costituisce spesso la base di appoggio per ogni strategia di web marketing: deve essere chiaro, semplice e intuitivo, deve suscitare interesse e ispirare fiducia nell’utente e guidarlo nella scelta che deve fare.

Nel caso di un sito web per l’ambito sanitario, infatti, l’esperienza dell’utente è molto più importante, ad esempio, dell’impostazione grafica. Importante è anche la SEO, ovvero il posizionamento del sito nei motori di ricerca, indispensabile per far comparire il sito web trai i primi risultati delle ricerche in Google.

2. Utilizzare un blog

Il blog può essere utilizzato in tanti modi diversi: ad esempio, può essere usato per riportare testimonianze relative a problemi di salute o percorsi di terapia che altre persone in passato hanno già vissuto. In questo modo chi si trova – o si troverà in futuro – nella stessa situazione, avrà più conoscenza e consapevolezza del problema, trovando anche una sorta di supporto tra le righe.

Un ottimo esempio di blog è quello della Harvard Medical School, ricchissimo di contenuti sulle più svariate problematiche di salute, divise in categoria per tipologia di malattia.

3. Email marketing

L’uso di newsletter e DEM consente di offrire alle persone dei contenuti senza che queste debbano cercarli. Ecco che quindi l’invio di newsletter alla casella di posta degli utenti almeno una volta la mese può incentivarli a rimanere aggiornati e informati su consigli applicabili al loro caso.

Per una strategia efficace di email marketing è importante personalizzare i messaggi e la segmentazione del target: in questo modo si andranno ad inviare email mirate ad un pubblico interessato all’argomento trattato.

4. Realizzare video educativi

La realizzazione di video risponde all’interesse crescente da parte degli utenti di contenuti visivi interessanti e stimolanti. Secondo Wordstream gli utenti dedicano almeno un terzo della loro attività su internet alla visione di video: è quindi importante creare contenuti visivi, suscitando interesse e dando maggior legittimazione alla fonte delle informazioni.

Un buon esempio è Cleveland Clinic che realizza video in cui i medici discutono problemi di salute relativi alla propria area di competenza e suggeriscono percorsi terapeutici. Il video serve anche a dare al paziente un maggior senso di realtà e concretezza, piuttosto di come avviene con la lettura di articoli.

5. Prestare attenzione al SEO

L’ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca (SEO) permette che il bacino di utenti che entrano in contatto con i contenuti pubblicati si allarghi, e aumenti quindi il proprio business. L‘attività SEO deve focalizzarsi sull’utilizzo di parole chiave specifiche per risaltare tra i competitor, individuabili tramite strumenti come SEMrush o HubSpot.

Occorre utilizzare questi strumenti per trovare le keyword che fanno al caso proprio, tenendo conto del punteggio di difficoltà (più è inferiore, meglio è) e del volume di ricerca, che deve essere elevato.  La parola chiave principale andrà poi inserita nei contenuti, nel titolo, nella meta description, nell’URL e collocata più volte (moderatamente) all’interno dell’articolo in modo tale da ottimizzare la pagina attorno alla keyword.

6. Usare anche i social media

Con l’avvento del web 2.0 sono cambiate le modalità con cui gli utenti apprendono le loro informazioni e utilizzano internet. Oltre alla lettura di blog, infatti, gran parte dell’attività delle persone è focalizzata sui social media.

Secondo Infographics Archive il 60% degli utenti si fida di più di un post sui social media (relativa all’attività dei medici) piuttosto che di letture provenienti da altre fonti. È necessario quindi che i post siano di qualità per informare al meglio il proprio pubblico; la strategia anche in questo caso potrebbe essere quella di programmare la pubblicazione di post che preveda il giusto apporto quantitativo e una varietà importante.

Ad esempio Cedars-Sinai Medical Center utilizza i social media pubblicando i più svariati contenuti, anche meno tecnici e più stimolanti ed amichevoli, dando rilevanza agli eventi.

Un ulteriore consiglio è quello di collegare l’indirizzo il sito web alle pagine social per poter rimandare gli utenti al sito, aumentando le visite e consentendo una conoscenza più profonda dell’organizzazione.

Per concludere, dunque, una solida strategia di web marketing sanitario è efficiente quando si legano diversi elementi che consentono di raggiungere più utenti e di aumentare il flusso di questi attorno alle proprie attività. I fronti su cui puntare il proprio impegno sono molteplici: per questo il consiglio potrebbe essere quello di collegare gli elementi attraverso una piattaforma per la gestione dei contenuti, come HubSpot, per monitorare i propri avanzamenti e risultati.

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Il chatbot come psicologo nell’ambito del Digital Healthcare

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Chatbot per la digital healthcare: gli psicologi virtuali degli utenti che capiscono le loro emozioni

Nella digital healthcare, i chatbot sono uno degli strumenti  digitali più recenti. In questo articolo parliamo di chatbot programmati con funzioni di interpretazione psicologica.

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Pianificare una strategia marketing con lo strumento di newsletter

Come usare le newsletter sfruttando una strategia di marketing sanitario

In una strategia marketing l’utilizzo delle newsletter è un potente strumento che viene utilizzato con grande successo anche nel settore sanitario.

Tra i diversi vantaggi che la newsletter possiede vi è l’opportunità che una realtà sanitaria possa rafforzare il rapporto con i clienti esistenti e avvicinare potenziali nuovi clienti.

La newsletter è uno strumento efficace ed economico per promuovere la propria struttura sanitaria o centro di salute di servizi e trattamenti, dando informazioni pertinenti rispetto agli interessi dei pazienti clienti. Se, per esempio, una clinica dermatologica vuole mantenere attivo il rapporto con i propri lettori può includere uno o più articoli che spiegano cos’è un eczema, oppure nel periodo estivo approfondire le tematiche sulla pelle dopo un’aggressione esterna come una scottatura solare. Una clinica oftalmologica potrebbe approfondire gli argomenti su come proteggere gli occhi dalle infezioni nel periodo estivo o problemi più acuti come il cheratocono.
Come creare la tua campagna di email marketing ? Prima di iniziare a scrivere gli articoli di riferimento per la newsletter è importante individuare qual è lo scopo da perseguire con la realizzazione di questa newsletter.
È importante chiedersi:

  • Cosa voglio comunicare con la newsletter ?
  • Voglio informare i miei lettori su specifici servizi/argomenti ?
  • Voglio rafforzare le conoscenze di base dei miei pazienti ?
  • Voglio approfondire alcuni argomenti per favorire la prevenzione ?
  • Voglio promuovere un nuovo servizio della mia struttura ?

Sulla base delle risposte si può sviluppare e configurare una campagna di newsletter.
Dopo aver definito l’obiettivo, è importante elaborare contenuti di elevata qualità ed interesse perché i lettori devono essere attratti dal contenuto sia per il loro messaggio che per la loro forma. Consigliamo di sviluppare i contenuti implementando gli articoli con immagini fotografiche, infografiche o video; i video sono molto apprezzati e creano un interesse maggiore rispetto alla semplice lettura di testo.

Importante elaborare contenuti di elevata qualità ed interesse perché i lettori devono essere attratti dal contenuto

La pianificazione dei contenuti delle newsletter deve essere studiata in sinergia con lo sviluppo del piano editoriale, per sfruttare al meglio i contenuti prodotti.
Gli argomenti della Newsletter devono essere collegati al vostro sito web (blog), in particolare alle pagine specifiche dei contenuti che sono state sviluppate.
Se nella newsletter si parla di un trattamento specifico, il link collegato deve portare al vostro articolo dove viene spiegato di cosa si tratta e come viene svolto il trattamento, in questo modo il pubblico viene incanalato verso i propri punti di interesse con l’opportunità, inoltre, di misurare l’interesse stesso verso l’argomento.

Struttura newsletter per strategia marketing sanitario

Tempalate Newsletter – Mailchimp.com

Consigli

I consigli che possiamo darvi per avere maggiore successo con le newsletter sono:

  • mantenere una periodicità regolare: un intervallo regolare di invio pone il lettore in una condizione di curiosità (se i contenuti sono rilevanti);
  • non intasare la casella di posta con un invio giornaliero o settimanale; lasciare il tempo che il lettore possa leggere gli articoli pubblicati e avere il tempo di condividerli con amici o nei social se interessanti;
  • invii molto ravvicinati possono essere interpretati come messaggi spam dai gestori di posta elettronica.

Newsletter – Quali strumenti utilizzare ?

Nel mercato sono presenti diverse piattaforme di email marketing che permettono la gestione e l’invio di newsletter, ognuna con caratteristiche e prezzi diversi: le piattaforme più conosciute sono Mailchimp, Mailrelay, Campaign Monitor o AcumbaMail.
Tutte consentono di segmentare le liste dei contatti differenziandole per interessi e individuando un target specifico, di controllare l’apertura e la lettura della Newsletter da parte del pubblico e di determinare le conversioni.
A questo punto non vi resta che scoprire qual è la piattaforma di email marketing più adatta a voi e alle vostre esigenze.
Se la vostra struttura sanitaria ha bisogno di un aiuto o di una consulenza per migliorare le vostre campagne di email marketing siamo disponibili a consigliarvi come essere più efficaci.
Non esitate a contattarci.